RECENSIONE: JUMPIN’ QUAILS/Gogol Mogol – Ivano Rossato

 

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JUMPIN’ QUAILS/Gogol Mogol

Edison Box / Vollmer Industrie – 2016


Le aspettative create da “Chloé“, il primo brano pubblicato, sembrano essere confermate fin dall’ascolto iniziale del nuovo album dei Jumpin’ Quails. “Gogol Mogol” è infatti composto con gli stessi ingredienti condensati nel singolo apripista. Cura negli arrangiamenti, attenzione alla melodia e un generale senso di varietà che fa scivolare le 9 tracce originali con naturalezza. Varietà di timbri, elettrici ed elettronici con le chitarre sempre efficaci negli intrecci (“Chance Dice, See You Down There (In A While)”). Varietà di lingue con l’inclusione, oltre all’inglese, anche del francese di “Le Grand V”, lo spagnolo dei campioni contenuti in “Rainbow Flesh”, lo slavo di quelli in “Breakin’ The Glass” e il tedesco “Blitzfrieden”, quasi la dichiarazione d’intenti di uno sguardo che oltrepassa i confini nazionali trasformando le lingue in altrettanti strumenti, ognuna con un suo timbro, una sua ritmica, un suo colore di fondo. Varietà di stili e ritmi lungo tutte le tracce che divertono e fanno dei torinesi Jumpin’ Quails un progetto da tenere d’occhio.


Brani: 1. See You Down There (In A While); 2. Chloé; 3. Chance Dice; 4. Eberswalder Straβe; 5. Blitzfrieden; 6. Rainbow Flesh; 7. Candies; 8. Breakin’ The Glass; 9. Le Grand V


Musicisti: Matteo Givone: chitarra- Diego Lacaille: batteria- Salvatore Marano: chitarra e cori – Riccardo Salvini: chitarra, sintetizzatore, percussioni e cori- Jacopo Trivero: basso e voce.


 

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