RECENSIONE: Matteo Tundo/Zero Brane – Eugenio Mirti

Matteo Tundo Zero Brane_copertina

Matteo Tundo

Zero Brane (AUT)

Secondo lavoro solista del chitarrista Matteo Tundo dopo “Acatalepsy”del 2014, “Zero Brane” è un disco multiforme che miscela bene mondi sonori differenti: avant-garde, free, elettronica, jazz, rock. Un’ulteriore caratteristica del CD è la varietà timbrica legata alla formazione, con violino e sax/clarinetto che si contrappongono alle trame create da chitarra e rhodes, regalando spesso atmosfere originali e ingegnose. I brani sono tutti originali firmati dal chitarrista di Potenza, con l’eccezione di Twelve Tone Tune Two di Bill Evans, rivista qui in una versione particolarmente liquida ed eterea. Un disco particolarmente originale, che tocca i suoi momenti migliori quando i vari elementi stilistici convivono (grazie alla graffiante scrittura di Tundo e alle esecuzioni vibranti dell’ensemble)  in armonia creando un insieme nuovo e imprevedibile, come ben si ascolta nell’apertura di Moonog.


Brani: Moonog / Zero Brane / Idea / Symmetries of the Universe / Owls and Mistakes / Twelve Tone Tune Two / Thinking Mind / Antimateria 


Musicisti:  Matteo Tundo (chitarra); Emanuele Parrini (violino, viola); Piero Bittolo Bon (sax alto, clarinetto); Simone Graziano (Fender Rhodes); Matteo Giglioni (batteria); Alessio Riccio (elettronica).


Link:

youtube

 

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