RECENSIONE: Steven Wilson/4 1/2 – Ivano Rossato

Steven Wilson

4 1/2


Dopo il grande successo di vendite e di pubblico dal vivo rappresentato da Hand.Cannot.Erase e nel mezzo della composizione del quinto album da solista, Steven Wilson ha deciso di pubblicare l’eloquente EP 4 ½ . Il disco contiene un totale di 37 minuti di musica proveniente dalle sessioni di registrazione di Hand.Cannot.Erase, da quelle del precedente album The Raven that Refused to Sing con l’aggiunta di “Don’t Hate Me”, una composizione del 1998 pubblicata dai Porcupine Tree ma proposta in una versione che miscela esecuzioni live con sovra incisioni in studio e in particolare vede  l’aggiunta della voce di Ninet Tayeb.

I brani originali esprimono come sempre le grandi capacità compositive di Wilson e la sua abilità nel passare dal rock al progressive al pop con naturalezza e gusto. Lo stesso che emerge in fase di produzione dei 6 brani, di cui 3 strumentali ( “Year of the Plague”, “Sunday Rain Sets In” ,“Vermillioncore”)  registrati magistralmente con al fianco i musicisti che lo stanno accompagnando in questa sua fase solista ormai da qualche anno e fra i quali ritroviamo Adam Holzman, Guthrie Govan, Marco Minnemann, Chad Wackerman, Nick Beggs e Theo Travis.

“4 ½ “ è l’ennesima conferma che Steven Wilson rappresenta uno dei più talentuosi e prolifici musicisti dell’ultimo ventennio capace di partorire periodicamente nuovi progetti accomunati da una qualità sopra la media.


Brani: 1. My Book of Regrets 2. Year of the Plague 3. Happiness III 4. Sunday Rain Sets In 5. Vermillioncore 6. Don’t Hate Me


 

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