Snack per audiofagi… Monk Plays Ellington – Eugenio Mirti

Nel gioco caro al Nick Hornby di “alta Fedeltà” per stabilire i cinque dischi che mi porterei su un’isola deserta dovrei passare alcune ore di eliminatorie per decidere quelli Rock, mentre per il Jazz si fa in cinque secondi: “Kind Of Blue”, Scofield, Scofield, Scofield, e al primo posto troneggia questo sublime album di Thelonius Monk, il suo primo per la Riverside. Uscito nel 1955, con in copertina (nelle riedizioni dal 1958 in poi)  il celebre quadro “Il leone” di Henry Rousseau, la filosofia di questo disco era che, essendo i brani originali di Monk troppo difficili, realizzando dischi di cover il pianista avrebbe avuto un impatto maggiore sul pubblico. Ovviamente questo disco e il seguente, “The Unique Thelonius Monk”, anch’esso con una scaletta di standard, vendettero invece molto poco, mentre il seguente, “Brilliant Corners”, di brani originali, fu un successo commerciale.

Già dal primo brano, “It Don’t Mean a Thing”, si capisce tutto: Monk è un giocherellone, scherza con intervalli dissonanti e cluster, alterna pause lunghe a fraseggi velocissimi e cortissimi. Aspettarsi l’inaspettato diventa qui la regola (come sempre nel suo caso), con il superbo accompagnamento di Kenny Clarke e Oscar Pettiford.

Buona domenica!

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