RECENSIONE: HIC SUNT LEONES EP – DANIELA FABOZZI

HIC SUNT LEONES Ep

Hic Sunt Leones EP

(Inner Animal Recordings)

Da Livorno con furore: gli Hic Sunt Leones sanno come farsi ricordare già dai primi 30 secondi di Zen Dance, la traccia di apertura del loro omonimo EP di debutto con cui rompono egregiamente il ghiaccio. Elettronica e beatmaking ben strutturati assieme ad una voce corposa e intrigante si fondono ad elementi più ‘classici’ come il sax e la tromba, la chitarra dalle impronte funk e talvolta orientaleggianti ma anche la presenza del contrabbasso che in alcuni pezzi spicca notevolmente. Cinque tracce con sovrapposizioni sonore curatissime vanno a creare una sorta di melting pot di generi ed influenze diverse tra loro come l’elettronica e la musica orientale (che riecheggia in diverse tracce) ma anche il jazz e l’indie-pop che è poi quello che maggiormente rispecchia l’approccio generale. Gli Hic Sunt Leones hanno davvero un grande potenziale, attingono da generi diversi rielaborandoli in un prodotto finale che per incisioni ritmiche e groove sa sicuramente come farsi distinguere nello scenario sperimentale.


Musicisti:  Andrea Tempestini: voce, synth e drum machine – Lorenzo Saini: chitarra, synth e voce – Giacomo Fattorini: tromba – Francesco D’Angelo: Basso, synth

Hanno suonato nel disco: Riccardo Mazzoni: contrabbasso – Giulia Costagli: sax


Tracklist: Zen Dance / Agape / Granny Lunchtime / Blowin’ Up The Pots (Play Pressed) / Earthing


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