SEI DOMANDE A… CALISTO DI STEFANO DI IELSI

Calisto cover

Dopo aver ascoltato e recensito il nuovissimo EP dei Calisto (vedi ToCrash 28 Maggio http://bit.ly/1TanMoB) abbiamo scambiato quattro chiacchere con la band, che ci ha svelato numerosi aneddoti sul nuovo disco.

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– Una presentazione del vostro omonimo EP in poche battute.

 Si tratta d’un disco dal suono scuro, dalle dinamiche nervose, le cui parti subiscono il fascino del superare la forma  canzone senza riuscirci, ma che importa.

– Quanto tempo avete lavorato agli, arrangiamenti, mixaggio e registrazione?

 Abbiamo speso circa tre mesi provando 4/5 volte a settimana per sessioni di 4 ore circa per approntare gli arrangiamenti  da portare in studio, arrangiamenti che abbiamo registrato in un paio di settimane. Stesso tempo abbiamo speso per il  missaggio, per il quale in principio abbiamo semplicemente sperimentato, testando le varie soluzioni che avevamo in  mente,  poi, con Enrico Piraino è avvenuta una prima opera di definizione e poi ancora, al mastering, con Salvo Cascio,  abbiamo  chiuso i pezzi.

– Qual è lo spirito con il quale avete composto le tracce del vostro EP ?

 Ognuno di noi affronta la cosa diversamente, poi convogliamo tutte le idee provando e discutendo. Il drumming, ad  esempio, spesso va a sedimentarsi di prova in prova sulle idee del basso che emergono improvvisando, mentre la  chitarra cerca di conferire spessore al suono e melodia all’arrangiamento. Il cantato poi lavora dall’interno del suono,  cercando di far uscire fuori il testo.

– Guardando l’aspetto compositivo, quali sono i vostri riferimenti e fonti d’ispirazione?

 Guardiamo sicuramente a gruppi quali Afterhours, Verdena, Il Teatro degli Orrori, a Battisti , ognuno di noi poi porta del  suo rifacendosi ai propri ascolti, che spesso sono il frutto del momento che si sta vivendo: il nostro batterista è molto preso  dalla musica elettronica, il bassista ascolta parecchio prog, i King Crimson sono un riferimento di tutto il gruppo in realtà, il  chitarrista adora i Beatles, il cantato riprende idee di Gainsbourg, dei La Femme, forse anche del Pan del Diavolo, e i testi  sono influenzati molto dalla scrittura di Giovanni Lindo Ferretti.

– Definisci il disco con tre aggettivi.

 Questa è una cosa che non ci va di fare.

– La musica e i bit: un’incredibile occasione o la morte del rock?

 James Blake, i Suuns, King Krule, St. Vincent, gli Animal Collective, sono indubbiamente tra le cose più interessanti degli  ultimi anni, la musica, come probabilmente ogni altra cosa, si presta ad ogni cambiamento funzionale.

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www.facebook.com/Calistobuio

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