Intervista: TRIVISION/Eugenio Mirti

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Dopo aver recensito “Multiverso”, il nuovo lavoro dei Trivision, mi ha fatto particolarmente piacere intervistare la band. Buona lettura! (EM)


Una presentazione di “Trivision” in poche battute.

Crediamo nella missione del rock italiano (non è vero, siamo 4 stronzi che si divertono a 35 anni suonati).

Quanto tempo avete lavorato agli arrangiamenti, mixaggio e registrazione?

Abbiamo sperimentato i pezzi live per un annetto circa prima di inciderli, di conseguenza abbiamo avuto modo di lavorare parecchio sugli arrangiamenti. La registrazione è stata decisamente veloce e non ha assorbito tantissimo tempo.. giusto qualche sperimentazione sul microfonaggio della batteria. L’editing invece ha manipolato in maniera rilevante il tutto anche se è vero che un mix non lo si conclude mai, casomai lo si abbandona in quanto a distanza di tempo  troverai sempre dei piccoli accorgimenti che potrebbero migliorare il tutto.

Qual è lo spirito che alimenta “Multiverso”?

Vado a un concerto, mi concio ammerda e bevo coi Trivision.

Definite il disco con tre aggettivi.

Acre, decadentista, sfrontato.

Mi sembra che dinamiche, elementi diversi, approccio sempre differente delle voci siano le caratteristiche più evidenti del progetto. Concordate?

Esatto, se nel primo disco ‘Muoversi nel liquido’ cercavamo l’impatto e la costruzione di un suono moderno, in quest’ultimo lavoro abbiamo prediletto le dinamiche e le variazioni d’intensità emotiva.

 La musica e i bit: un’incredibile occasione o la morte del rock?

La morte dei bit


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