SEI DOMANDE A… CYRAX di STEFANO DI IELSI

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Con la pubblicazione di  “Pictures” – vedi TOCrash  http://bit.ly/1Q8L6S2 -, abbiamo posto alla band alcune domande:

 – Una presentazione di “Pictures” in poche battute.

Senza falsa modestia diciamo che “Pictures” è un disco difficilmente etichettabile, ricco di svariate influenze e uno sbocco di pura creatività!

– Quanto tempo avete lavorato agli arrangiamenti, mixaggio e registrazione?

Credo che l’intero processo abbia richiesto circa un anno di lavoro. La stesura dei brani è cominciata in estate 2013 e insieme alla pre-produzione è stata la fase più lunga e complicata! Poi nell’agosto 2014 ci siamo recati in studio e abbiamo registrato e mixato il tutto in un mesetto. Il fatto di aver lavorato così tanto alle varie parti ci ha permesso di velocizzare il tutto successivamente. La suite del pezzo SHINE THROUGH DARKNESS era già in stesura per il disco precedente, ma abbiamo poi optato per varie ragioni di inserirla nel nuovo disco.

– Qual è lo spirito che alimenta “Pictures”?

Siamo soddisfatti di quanto abbiamo realizzato con “Reflections”, ma la molla che ci spinge è quella della sperimentazione, quindi non puntiamo a replicare noi stessi, ma anzi ci piace introdurre novità e realizzare musica sempre più raffinata e personale. Quello che è balzato all’occhio di fan e recensori è che i 2 album suonano sostanzialmente diversi, a livello compositivo e produttivo.

– Nel video pubblicato su Youtube di “DOOM AGAINST TRUE HELL” mostrate uno spirito decisamente goliardico, quanto questo spirito alimenta la vostra musica?

Eh, ricordo che ridere quando abbiamo lavorato al videoclip! Penso che effettivamente ci sia una vena goliardica nella nostra musica: nel primo pezzo, “Cyrax”, dopo qualche minuto di puro metal a manetta si inserisce a sorpresa una parte funky, lasciando spiazzato l’ascoltatore – immaginando la scena non possiamo che esserne divertiti! Il testo della canzone già di per sè è molto scanzonato (Manowar style): a noi piace fare musica seria e seriamente, ma ogni tanto non prendersi troppo sul serio può essere un vantaggio.

– Definisci il disco con tre aggettivi.

Potente, ambizioso, sorprendente.

– La musica e i bit: un’incredibile occasione o la morte del rock?

Entrambi suppongo. Come tutte le cose ci sono aspetti positivi e negativi nell’evoluzione tecnologica. Una band giovane può potenzialmente portare la propria musica alle orecchie di tanta gente ma il rischio è che siano sempre le cose più easy a passare, mentre i prodotti di nicchia rimarranno relegati in fondo alla pagina. Non dimentichiamo poi che internet è un mezzo come un altro, a decretare la morte del rock – ma della musica in generale – ci sta pensando la gente, semplicemente disinteressandosene e cliccando il video col micetto che gioca in salotto invece di supportare le band. Francamente mi vien da dire, se non riusciamo a competere con gangnam style, vorrà dire che non siamo abbastanza bravi!

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