RECENSIONE: i FASTI / PALESTRE – DANIELA FABOZZI

iFASTI

iFasti

Palestre (2015)

Anticipati dal singolo Cagnolini di gesso tornano iFasti, impegnati come sempre nella contestazione sociale e attuali più che mai (“tutto bene con gli 80 € al mese”). Con “Palestre” la band torinese vuole proporre una sorta di training per la mente che la tenga allenata a reagire di fronte alle realtà della società contemporanea. Computer, sintetizzatori, bassi e chitarre elettriche creano un sound misto fra elettronica e post-rock dal notevole impatto sonoro ed emotivo che si fonde con un cantato quasi alienante ed inasprito, dall’impronta narrativa predominante e dall’intonazione indignata. Tematiche come la precarietà del lavoro, l’omologazione del pensiero della nostra epoca e la rivendicazione dei propri diritti trovano spazio in dieci canzoni dalle radici cantautorali e dai toni tesi che vogliono creare la consapevolezza della propria condizione sociale allo scopo di cambiarla.


Musicisti: Rocco Brancucci voce; Roberto Bagaini basso, pc, sintetizzatori, voce; Federico Bosi basso, pc, sintetizzatori; Andrea Granato chitarra; Eros Giuggia chitarra, sax


Brani: Seminole / Cagnolini di gesso / Hanno umiliato l’amore / Corpo / Gracidi / Mercy / Cadono piogge / Joe Coronado / Orwell 2015 / Il primo Natale in famiglia


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