RECENSIONE: Paolo Porta/Beginner’s State Of Mind – Eugenio Mirti

paolop porta

Paolo Porta

Beginner’s State Of Mind (Slam, 2015)

Come credo tutti sappiate vivo a Torino, città che pur essendo ellittica rispetto al centro del nostro paese può vantare una scena musicale fortissima nei più diversi generi musicali, con numerosi esponenti di primo piano che trovo (non per campanilismo) assai interessanti.

Curiosamente proprio con uno di essi, Paolo Porta, si approfondiva qualche giorno fa la considerazione su quanta musica venga quotidianamente prodotta e -conseguentemente- come sia difficile per i musicisti riuscire a trovare degli spazi che nobilitino le proposte interessanti e meritevoli.

Dico curiosamente perché  oggi esce il nuovo disco di Porta “Beginner’s State Of Mind”, per l’etichetta inglese Slam: proprio uno di quei dischi interessanti che meritano la massima attenzione. Si tratta di un album che vede protagonista un formidabile trio (Porta, Alessandro Maiorino e Alessandro Minetto) ben affiatato, con composizioni particolarmente ben riuscite e un playing moderno e originale.

Il trio pianoless rende possibili ambiguità armoniche e melodiche che sono sapientemente utilizzate dal leader, che mostra un fraseggio sempre inventivo e  cangiante; la ritmica dal canto suo dialoga costantemente col sax e con le idee continue da esso esposte. Emblematica (ma è solo un esempio tra i molti possibili)  dell’intero lavoro “Round Trip”, un brano dal sapore funk, intenso e con una bella energia quasi ipnotica.

Un album nell’insieme  ricco di creatività e sorprendente, aggettivo qui da considerare nella sua accezione più ampia.

Advertisements