Editoriale – 20 ottobre – Ivano Rossato

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Le mie scorribande nel web stanno progressivamente cementando in me l’idea che fra i concetti maggiormente fraintesi si trovi quello della Libertà di parola. Nei social network poi questo fenomeno raggiunge livelli davvero preoccupanti. Troppi buontemponi, infatti, confondono la possibilità di esprimere il proprio libero pensiero comunicandolo, ad esempio, sotto forma di commento a una notizia o un post, con la libertà di dire qualunque cazzata gli passi per la testa. ”Libero di esprimere la tua opinione” non significa assolutamente che a me freghi qualcosa di essa, al punto da ritrovarmela scritta sotto un mio post. E non sono io fascista, sei tu che mi “stupri” con le tue parole. Sì, perché scrivere “se non volevi commenti al tuo post avevi solo da scrivere in privato” assomiglia pericolosamente a “se non volevi essere stuprata avevi solo da non mettere la minigonna”.

Fra le innumerevoli categorie di inutili pensatori che pascolano fra i commenti dei social poi, due in particolare mi fanno una gran pena:

  1. i CONTRO sempre e comunque, che non va mi bene una fava ed è  tutto una merda;  che, benché condividiate con loro l’uso del cellulare, della televisione, di internet, del forno a microonde, del bancomat, del motore a scoppio e dell’aspirina, voi siete i coglioni schiavi del sistema e loro invece i ribelli liberi dal giogo, e quando scrivi “mi piace la pizza margherita” riescono a dimostrarti in un lampo che allora sei uno schiavo lobotomizzato mentre loro vedono i numeretti verdi scendere come Neo in Matrix;
  2. i FRAINTESI CRONICI che ti scrivono “tua madre è un zoccola”, un po’ ci rimani male e loro ribattono: “…no frena, mi hai frainteso, intendevo dire che la tua visione neo keynesiana della rivoluzione gravitazionale del rapporto glicemia/auditel in realtà non ha ragion d’essere”. E vanno avanti a botte di chiarimenti, spiegazioni, smentite arrampicandosi sui vetri che in confronto Peter Parker è un paraplegico di 130 anni.

I più illuminati fra i nostri lettori avranno notato che non è prevista la possibilità di lasciare commenti ai post di TOCRASH. Non si tratta di una sbadata dimenticanza ma di una linea editoriale consapevole e che, personalmente, sposo al 100%: quando mi interessa sapere l’opinione dei nostri lettori chiedo io. Tanto sono 15, quindi con un giro di telefonate ce la si cava in fretta.

Il modo più veloce di perdere le nostre libertà è quello di farne cattivo uso, non ne abusiamo quindi, a  partire dai piccoli gesti di quotidiana socializzazione cibernetica.

Buona settimana!

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