Recensione : Prince/Art Official Age – Eugenio Mirti

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Prince

Art Official Age

(Warner, 2014)

Torna il genio di Minneapolis con due elettrizzanti album: il primo registrato dal vivo con le 3rdEye Girl, il secondo solista e co-prodotto in studio da Joshua Welton, rispettivamente trentareesimo e trentaquattresimo album della discografia di Prince. Si tratta della collaudata (ma sempre interessante e bella) miscela di rock, funk, rap e musica nera, con un uso delle voci  particolarmente innovativo   tra cori, uso di vocoder, armonizzazioni varie. Colpisce come sempre la capacità di legare elementi apparentemente estranei in un tutto organico e personalissimo, come si ascolta in Art Official Cage e Clouds, ricche di riff funk, linee all’unisono di chitarre elettriche e acustiche e parti rappate. Breakdown e This Could Be Us sono le ballad   strappalacrime,  la prima arricchita da   archi e cori gospel-style, la seconda da  una bella linea vocale.  The Gold Standard frequenta i temi cari a James Brown: riff monocorde di chitarra, groove in primo piano, voci aggressive, una bella sezione fiati. U Know è un brano parlato “sex oriented”, con una linea melodica che da sola dimostra il legame tra musica africana, blues, jazz e pop del XXI secolo. Breakfast Can Wait è guidato da un medium funk con un sound retrò, un Hammond che fa capolino, un groove leggero che procede con eleganza. Languida e malinconica  è   What It Feels, mentre le tre Affirmation sono dei brani inizialmente parlati che spiegano alcuni cardini della “filosofia” di Prince. Funknroll esprime esattamente quello che il titolo indica: energia pura estremamente divertente, con una apocalittica coda tecno a circa 3′.  Time ci riporta ai temi della  ballad malinconica, con tastiere eteree che conducono l’arrangiamento e il basso elettrico in primo piano che fraseggia elegantemente.

Un album particolarmente ben riuscito, che piacerà ai fan della prima ora e anche a chi non ha mai frequentato Prince.

Distratti dalla musica non mancate di cogliere il divertente gioco di parole del titolo, Artificial Age!

 

 

BRANI: Art Official Age; Clouds; Breakdown; The Gold Standard; U Know; Breakfast Can Wait; This Could Be Us; What It Feels; Affirmation I & II; Way Back Home; Funknroll; Time; Affirmation III

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