Recensione : Retrolove/Il costo del rischio – Eugenio Mirti

bomba

RETROLOVE

IL COSTO DEL RISCHIO (Rocketman, 2014)

Immaginate di avere una band composta da precisione tutonica, testi ben congegnati in italiano, la randella dell’hardrocker inglesaustraliano, chitarristi bravissimi e non macinanote inutili, arrangiamenti asciutti e funzionali,  voci particolarmente belle e una energia diabolica. Impossibile? Non credo proprio: potreste aver ascoltato il nuovo lavoro dei Retrolove, “Il costo del rischio”, aperto dal singolo-killer “Bomba”.

Attivi dal 2009, sono assolutamente interessanti, freschi e classici allo stesso tempo, particolarmente intelligenti. Ecco la presentazione dell’album:

 “Allora: sei al nono piano, hai un piede nel vuoto e uno sul cornicione. Salti? Non salti? Non importa, sopra di te il tizio in giacca e cravatta di una corporation sta quotando in realtime il valore delle tue azioni. La tua scelta è comunque già prevista. È il costo del rischio.”

Un album interamente costruito sul potenziale esplosivo della band. Un disco  memorabile. It’s only rock’n’roll but I like it. Indeed.

BRANI: Bomba!;Le mie risposte; Alza; Oh shit!; Come falene; Naso.; Cardigan; Lingua morta; Incubo atomico; Testa; Fuori di me; Sospetto; Urlalo

MUSICISTI: Marco Battistella – basso & voce; Simone Cristiani – chitarra & voce; Lorenzo Martelli – chitarra & voce; Francesco Saracino – batteria

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