Recensione: Wet Floor/Profezia in 12 pezzi – Eugenio Mirti

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E’ uscito il 29 settembre “Profezia in 12 pezzi”, il nuovo album dei Wet Floor, un power trio brianzolo da anni attivo live nell’hinterland milanese;   la registrazione dei due ep Don’t throw water on tv! e Still fucking don’t know e l’autoproduzione del primo album L’effetto del curaro hanno portato nel tempo i tre ad affinare un gusto sempre più garage e a tratti indie.

Se vi piacciono riff devastanti di chitarra, energia tiratissima, testi intelligenti questo è l’album che fa per voi. “Non pensare a te” è emblematica: riff killer di basso, energia che fa esplodere le casse, un vero e proprio martello pneumatico che scuote la casa.  Personalmente non amo troppo le voci punk-oriented, ma (crepi il critico) potrebbe essere proprio questo l’elemento di personalità e originalità della band. Un album da sbattere in faccia a tutti quelli che dicono che il rock non si può fare in italiano. Sicuramente da non perdere se passano live dalle vostre parti.

BRANI: INTRO; PARTE 1. IL PROFETA 2. AMARO DISINCANTO 3. IL GIORNO DEL GIUDIZIO 4. NON PENSARE A TE 5. GIALLO – NERO 6. IO NON MI ASPETTO NIENTE 7. SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI
PARTE 2 8. IL PAESE DEI BALOCCHI 9. PULIZIE D’APPENAPRIMADELL’ESTATE 10. IL BELLO DI MARTA 11. KILL YOUR IDOLS 12. POLAROID

MUSICISTI: Andrea Staglianò – Voce e chitarra; Luca Erba – Basso e cori; Marco Perego – Batteria

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