Recensione: Sólstafir/Otta – Stefano Di Ielsi

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Sólstafir – “Otta”

Agosto 2014 –  (Season of Mist)

 

La fredda Islanda sembra essere negli ultimi anni una prolifica fucina di musicisti, dall’Elettro al Rock questa terra ha visto crescere volti ormai noti al grande pubblico musicale. Nell’ambito delle sonorità più “dure” eccoci di fronte ai Sòlstafir, un combo composto da quattro ragazzoni nati artisticamente nel 1994 che, nonostante una cospicua produzione di EP e demo, giungono solo oggi al loro quinto disco in studio.

Otta, questo è il titolo del loro nuovo lavoro, è composto da otto brani – undici nella versione Delux – di durata mediamente lunga e contraddistinti dall’utilizzo di testi in lingua islandese. Seppure provenienti dal filone metal scandinavo più classico, i Sòlstair imprimono a questo cd un sound piuttosto lontano dalle prime produzioni, orientandosi verso contaminazioni Folk e Celtic-Rock.

Rispetto al loro sound “primordiale” quello che rimane immutato sono le atmosfere crepuscolari e introspettive, ricche di chiaroscuri e penombre, sporadicamente illuminate da inserti Folk di piacevole fattura  – Otta” -, in cui la glacialità è un effetto che permane durante tutta la durata del cd. Le chitarre formano un tappeto di distorsioni di fondo perentorio quanto inesorabile, che scivola lento e pesante per la gran parte dei brani. I pattern di batteria e basso segnano ritmiche semplici e minimali, apparentemente funzionali ad enfatizzare le atmosfere.  L’abbondante uso di synth e archi – anche per le soliste – contribuisce ad impreziosire i brani esplorando acustiche tipiche della musica tradizionale scandinava.

In questo particolare viaggio tra le lande del nord, verrete trasportati da chorus taglienti come il vento artico – Dagmál e Nòn – o cullati da accattivanti e cristalline note di piano che vi immergeranno in quelle che mi rifiuto di definire delle semplici ballate, ma che sono delle vere e proprie odi alla natura e alla propria terra– Miðaftann e Lágnætti -.

Quello che colpisce di Otta è il coinvolgimento emotivo, come in un enorme velo freddo, capace di condurvi verso introspezioni e sensazioni legate agli elementi della terra, acqua, aria e fuoco, parole che ricorrono di continuo nei testi dei brani – almeno per quello che sono riuscito a tradurre! -. Un viaggio lento alla scoperta di spazi astratti, emotività sussurrate, dove il grido liberatorio della voce di Aðalbjörn prende la forma di un pensiero.

 Tracklist

01 “Lágnætti” (Midnight) – 8:44; 02 “Otta” – (Dawn) 09:38; 03 “Rismál” – (Dayrise) 04:24; 04 “Dagmál” – (mattina) 05:39; 05 “Miðdegi” – (Mezzogiorno) 04:18; 06 “NON” – (metà pomeriggio) 07:47; 07 “Miðaftann” – (Pomeriggio) 05:39; 08 “Náttmál” – (Evening) 11:15;

Musicisti:

Aðalbjörn Tryggvason: Chitarra, Voce; Sæþór MARIUS Sæþórsson: Chitarre; Svavar Austmann: Bass; Guðmundur Óli Pálmason: Batteria, Percussioni

 

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