Editoriale – 15 settembre – Ivano Rossato

School of Rock - Scuola di Rock

Sono sempre più stupito della velocità con cui alcuni definiscono genio un musicista, uno sportivo, un attore, uno scienziato. Non so se realmente esistano i geni, di certo sospetto che alcuni personaggi storici fossero a dir poco illuminati, ma qui entriamo nel metafisico.
Quello di cui sono convinto però è che troppo spesso si sia dato per scontato che ci si trovasse di fronte a individui dotati di qualità rarissime che li abbiano portati, con apparente semplicità a padroneggiare in modo strabiliante la loro arte. Mi vengono in mente, fra i mille esempi possibili,  chitarristi idolatrati come fossero delle divinità ultraterrene. Poi penso alle loro vite e mi rendo conto che per una larghissima parte della loro vita costoro hanno esclusivamente suonato e suonato e ancora suonato la chitarra. E allora mi chiedo: quanti potenziali Jimi Hendrix, Wolfgang Amadeus Mozart, Jimmy Page o Paul McCartney sono nascosti fra le fila degli ingegneri, dentisti, muratori, panettieri, autisti, architetti? E semplicemente per scelta loro o per necessità imposte dal contesto famigliare-sociale in cui sono cresciuti, hanno impiegato le 24h giornaliere a fare altro?
La verità è che TUTTI abbiamo non uno ma molti talenti che, opportunamente stimolati e coltivati possono permetterci di esprimere il potenziale creativo immenso che ognuno di noi possiede, apparendo magari alla fine geniali agli occhi di qualcun altro.

Oggi mio figlio inizia la prima elementare. Un momento tradizionalmente importante per un genitore e che desidero godermi pienamente. E a lui auguro ciò che in realtà è uno dei pilastri della mia esperienza di educatore e che in realtà auguro a qualunque essere umano di qualunque età: di avere la lucidità, l’umiltà e l’entusiasmo di scoprire qualcuno dei suoi talenti e di coltivarlo con passione, non solo alle elementari ma ogni singolo giorno che spenderà su questa terra.

E facendo così sarà un uomo più felice.

Buona settimana!

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