OLDIES BUT GOLDIES: Queensryche/Empire – Ivano Rossato

QueensrycheEmpire20

 

 

Queensrÿche

Empire

EMI – 1990

Nel 1990, un anno prima che il Grunge radesse al suolo commercialmente i generi heavy alterando pesantemente i paradigmi musicali per almeno un decennio, Seattle e i suoi insospettabili figli Queensrÿche partorirono Empire, un album che a distanza di quasi 25 anni conserva ancora una notevole freschezza e diverte senza quel odore di naftalina che ammorba tante pubblicazioni di quel periodo.
Il merito principale di questa longevità è dato dalle  canzoni ben composte suonate ed arrangiate, un fattore che purtroppo non va dato per scontato in un ambito dove spesso la bontà di un opera si è misurata nella quantità di distorsione e di “doppia cassa”. E le melodie orecchiabili e cantabili qui non mancano: le parti vocali di Best I Can e The Thin Line, i ritornelli accattivanti di Anybody Listening?, le orchestrazioni protagoniste di Silent Lucidity ad opera di Michael Kamen, i riff granitici di Empire e One and Only. Persino i soli di chitarra elettrica  conservano un lirismo inconsueto e rappresentano vere e proprie “canzoni nella canzone” tanto da rimanere impressi nella memoria al pari delle parti cantate, disconstandosi  di molto dalla tendenza “shredder” tanto in voga e votata al dio della velocità (…e spesso della noia).
La tradizionale elasticità mentale degli ortodossi del Metal fece in modo che l’album venisse additato come un tradimento al sacro verbo perché “troppe tastiere, troppo commerciale, troppo leccato”. La verità è che si tratta di una riuscita fusione fra Metal, Rock, Progressive e… Pop, con la sua miscela di melodie orecchiabili e vitali, ritmiche poderose e fra i migliori riff composti dalla band Americana.

Try it!

 

Brani: 1. “Best I Can” 2. “The Thin Line” 3. “Jet City Woman” 4. “Della Brown” 5. “Another Rainy Night (Without You)” 6. “Empire” 7. “Resistance” 8. “Silent Lucidity” 9. “Hand on Heart” 10. “One and Only” 11. “Anybody Listening?”

Advertisements