Editoriale – 5 agosto – Ivano Rossato

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È da mesi che seguo con curiosità e un pizzico di sgomento le vicende legate alla SIAE, ai diritti d’autore, alle copie private e a quella genialata psico-lessicale rappresentata dal “equo compenso”. Due articoli mi hanno particolarmente stimolato in quanto descrivono due approcci differenti ad una stessa questione: il primo descrive un intervento legislativo, come sta avvenendo nel Regno Unito che ha definitivamente legiferato in merito alla liceità di effettuare copie private della musica che si è acquistata; il secondo racconta di un nuovo sistema di raccolta delle royalties (nella fattispecie il sistema Soundreef) che, grazie alla progressiva liberalizzazione europea di questo settore, costituirà in futuro un’alternativa concreta ai servizi offerti dalla SIAE. Imposizione legislativa “dall’alto” da una parte e la creazione di un’alternativa “dal basso” dall’altra, due vie teoricamente alternative che trovo di particolare ispirazione in quanto simboleggiano, a mio parere, la miglior miscela che una comunità ha per superare gli ostacoli nella sua evoluzione civica: la predisposizione di buon contesto normativo semplice e chiaro in cui operare e un coinvolgimento in prima persona con creatività e responsabilità del singolo individuo. E tutto ciò si può applicare a qualunque aspetto della vita quotidiana, famigliare e lavorativa con semplicità e con la migliore via di mezzo fra il compromesso della convivenza e le aspirazioni personali.
Le regole da sole non bastano, così come non è sufficiente lo slancio entusiastico del singolo, e trovo meraviglioso questo continuo rimbalzo fra comunità e individuo in un tutt’uno indivisibile.

Buona settimana!

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