Editoriale – 7 luglio – Ivano Rossato

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Saper distinguere ciò che è opportuno da ciò che non lo è. Quale meraviglioso metro di giudizio per stabilire il grado evolutivo dei nostri concittadini. Sì, perché nel 2014, con la facilità e velocità di reperimento di qualunque informazione, ognuno di noi ha la possibilità di elevare il proprio livello culturale a 360 gradi, di informarsi, di apprendere con rapidità strabiliante quale siano le regole della convivenza imparandole sulla pelle di milioni di consimili e attraverso le loro esperienze.

E quindi non ci sono più scuse.

Il concetto è che non mi basta più che un individuo sia rispettoso di regole, norme e leggi. Deve percepire che la finalità ultima è il rispetto dell’altro. Se stai sulla “retta via” solo perché lo dice la legge non è abbastanza. E non ci sarà mai una legge scritta sufficientemente bene o una punizione abbastanza grande da funzionare come deterrente.

Questa, che può sembrare un’acida e sconsolata constatazione, è in realtà una conclusione carica di gioia e ottimismo: finalmente mi è chiaro che tutto dipende esclusivamente dal singolo cittadino, nel bene e nel male. Non c’è casta, classe dirigente miope, politico arraffone o finanziere spregiudicato che tengano.

E basta uscire di casa o leggere un qualunque giornale per scoprire con quale facilità si infranga la sacra barriera dell’”opportuno” con dichiarazioni improvvide, azioni grossolane, micro-gesti di crasso egoismo subnormale.

Stupidità? Pigrizia? Autoconservazione? Non direi, trattasi di semplice stadio evolutivo. C’è stato l’Homo Sapiens, ora c’è l’Homo Civilis, ma non per tutti.

Buona settimana!

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