TALES FROM THE JAZZIT FEST 2014 VOL.3 – EUGENIO MIRTI

Il terzo giorno di festival inizia con una certa stanchezza: le ore di lavoro si accumulano e il poco riposo si fa sentire. Anche gli assaggi di amaro Viper e Vecchia Umbria non aiutano la lucidità, ma si parte ugualmente con un esaustivo briefing per evitare eventuali  problemi.

Ormai tutto funziona a meraviglia, e la gestione complessiva è quasi di routine. Riesco ad assistere a molti concerti, alterno tra centro sociale e nonna Rosa l’acquisto di bevande e cibi vari per sostenerci, riesco a chiacchierare con molti musicisti che conoscevo e non.

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Mi godo in particolare il seminario di Greg Hutchinson al Chiostro; il nostro ci spiega le tre cose indispensabili a suo parere per diventare musicista affermato, cioè dedication, practice and luck. Io ne aggiungerei una quarta, cioè non prendersi mai troppo sul serio, ma non alzo la mano e quindi lo rivelo a voi in esclusiva!

Per esempio ecco il vice fonico dell’Addolorata in un attimo di relax.

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Questo festival più di altri che ho frequentato lascia un sapore di magia; non ci sono superstar, tutti suonano 30 minuti gratuitamente, tutti stanno lavorando senza compenso solo per realizzare un’utopia. Alla luce di questo mi sento privilegiato perchè me lo godo dalla visuale migliore, responsabile di palco; hai così modo di conoscere davvero i musicisti. Naturalmente non ci neghiamo il piacere di farci una suonata e così ci impossessiamo della Chiesa dell’Addolorata per una jam con amici vari.

Finito l’ultimo concerto ci si ritrova al chiostro centrale: foto di rito e soprattutto intervento di Aldo, il mago di Terni, un mentalista che ha fatto uno show improvvisato che definire incredibile è poco. Io, Beppe e Mario siamo esterrefatti e divertiti. Ma non possiamo mollare ora: dobbiamo recuperare il nostro materiale  sparso per tutta Collesipoli, aiutare a smontare la baracca e soprattutto abbracciare e salutare i nostri compagni di avventura. Amicizie che nascono qui dureranno presumibilmente tutta la vita, perchè condividere un colossale lavoro unisce molto nel ricordo.

Molte ore dopo, molti salumi e porchette dopo e molto vinello dopo, sulle note di Freddie King arriviamo finalmente all’hotel alle 4 e 45. La partenza è prevista alle 8, sarà un ritorno memorabile di stanchezza e gioia.

 

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