Tales from the Jazzit Fest 2014 vol.1 – Eugenio Mirti

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Comincia il II meeting del jazz italiano. Come in tutte le attività si misura il successo dal riuscire ad allestire la seconda edizione, e questo è il caso del gigantesco evento creato da Jazzit. Partenza alle sei per la volta di Collescipoli. Il furgone di appoggio di Beppe è carico di ogni cosa (impianti voce, batterie, chitarre, cavi, leggii, aste, microfoni ecc.). Il tank del generale Salerno si presenta puntuale al rendez-vous e si parte in un clima di entusiasmo. Arrivati a Collescipoli entriamo prepotentemente in gioco. Nel giro di due ore quattro palchi, tre ristoranti, due punti accoglienza artisti devono girare al massimo delle possibilità con precisione impeccabile. Questo significa all’atto pratico evitare di creare problemi (risolvendoseli da soli) cercando di risolvere tutti quelli altrui. Una sedia senza braccioli per il fisarmonicista. Il gruppo che sfora venti minuti sui tempi concordati. Un set di batteria completo tra 5 minuti sul palco grande. Una marea di piccole esigenze che si risolvono velocemente. Il clima è sereno, si lavora benissimo, la squadra Notabene è rodata come un Rolex e Mario fa i miracoli al mixer. Otto set da trenta minuti senza soundcheck dalle 5 alle 24 e chiudiamo solo un minuto in ritardo. Tutto il festival è meraviglioso e decine di volontari dello staff si affaticano per renderlo ancora più bello. Mi prendo un break e vado a sentire Fabio Giachino al chiostro, suona col suo trio storico con Davide Liberti e Ruben Bellavia. Rimango impressionato e anche felice per la mia città! Antonio Vanni gira supervisionando tutto ma ormai i sorrisi e la gioia sono evidenti: la macchina organizzativa ha funzionato, l’onda d’urto è superata e tutto viene bene. Adesso è l’una, chiudiamo la Chiesa dell’Addolorata e ci prendiamo una focaccia guardando Terni di notte dall’alto di Collescipoli. Ancora una volta è stata una giornata memorabile, ho rivisto molte persone speciali. Ora si torna alla base. Domani la giostra riparte e dobbiamo essere riposati.

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