Snack per audiofagi… Ringo!

Mi è capitato di recente più volte di partecipare a conversazioni riguardante l’attitudine musicale di Ringo Starr. La voce popolare lo vorrebbe un cialtrone d’altri tempi che non sapeva suonare, rappresentando quindi il curioso paradosso di musicista più scarso dell’orbe terracqueo protagonista di una delle band più incredibili. Siccome non posso contemporaneamente credere alla divinità di John, Paul e George e pensare che fossero quantomeno dei babbei nella scelta del loro batterista, ho sempre pensato che la genialità di Ringo sia consistita in:

1) parti di batteria che anzichè far pensare “che fico Ringo” hanno lo scopo di esaltare la canzone (un classici esempio è “In My Life”)

2) la cura dei suoni e dei timbri anzichè l’ossessione dei paradiddle e delle rullate: il sound della batteria è semplicemente favoloso, e interi studi americani vennero sventrati e rifatti negli anni 60 per cercare di eguagliare la magia che veniva fuori da Abbey Road.

A suffragio delle mie tesi vi sottopongo due elementi: la mia top ten personale dei brani dei Beatles scelti per la meravigliosità delle batterie e il link a un libro imperdibile che vi spiega anche perchè Ringo era geniale! Se malauguratamente non foste ancora convinti, vi regalerò due biglietti per i campionati mondiali di rullo!

Buon ascolto!










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