Editoriale – 5 maggio – Ivano Rossato

crono

Economisti, sociologi, giornalisti, opinionisti colti assortiti discettano volentieri da secoli su quali siano i parametri che meglio esprimano il livello culturale di una nazione e del suo popolo. Qualcuno pensa che sia proporzionato al numero di laureati annui, qualcun altro sostiene che sia commisurato alla propensione all’acquisto di quotidiani e alla lettura in genere. Altri lo legano poi alla percentuale di votanti rispetto a quella degli astenuti durante le varie tornate elettorali oppure alla propensione al rispetto delle regole di convivenza civile.

Io suggerisco un nuovo parametro ancora inesplorato: la durata media dell’indignazione generale a seguito di una specifica notizia di quotidiano sgomento.

Accade il fatto, monta l’indignazione, parte il cronometro e lo si stoppa quando quell’argomento e il sentimento di repulsione annesso, spariscono dall’immaginario comune e dalle pagine dei giornali (non solo le prime, anche le ultimissime). Semplice e alla portata di tutti.

La mia personalissima opinione è che più rapido sarà questo periodo maggiore sia la probabilità di essere circondati dall’ignoranza.

Sabato il glorioso mondo del giuoco calcio ci ha regalato un momento di rara magia e lo tsunami dell’indignazione è montato con la solita travolgente rapidità. Domenica di quello tsunami erano già rimaste solo poche pozzanghere innocue perché qualcuno era troppo preso a festeggiare anticipatamente, altri a ricordare, altri a farsi i sacrosanti affari propri.

24 ore, un buon tempo direi. Ma si può fare meglio.

Buona settimana!

Advertisements