Editoriale – 7 aprile – Ivano Rossato

cool-yoda

Pillole di saggezza Jedi .1

In rete c’è tutto” sono solito ripetere come un mantra da tanto tempo, e come me milioni di voraci internauti affamati di conoscenza. Per quanto possa sembrare un’affermazione limite, in un certo senso corrisponde alla realtà. Con una santa dose di curiosità e la giusta quantità di tempo ognuno sarebbe in grado di saziare ogni sua voglia di sapere con relativa semplicità. Eppure ciò non sembra bastare a fare di noi degli individui più saggi. Ci sono a spasso per il mondo ancora troppi pochi pensatori liberi e troppi tifosi pronti a “terminare” il proprio interlocutore e alla fine i conti non tornano. Non mi riferisco ai gonzi tele-brasati in vuoto spinto che non si farebbero una domanda manco se la gravità di colpo iniziasse a far cadere gli oggetti verso l’alto, ma alle orde di attivissimi e impavidi “cercatori di conferme”. Coloro cioè che invertono inconsapevolmente (spero) l’ordine del pensiero logico che prevede che io mi faccia un’opinione dopo aver raccolto un numero sufficiente di dati e non prima. Sì perché la nuova frontiera della pigrizia intellettuale sembra essere:

1) mi faccio affascinare da una teoria elaborata da qualcun altro (o mi auto convinco graniticamente di una partorita da me medesimo in ascensore…)

2) cerco in rete le conferme della mia tesi

E siccome, come detto, sul web si trova tutto e il contrario di tutto (le stesse notizie raccontate da 700 punti di vista diversi per 700 volte ciascuna, le stesse teorie spiegate e confutate e sviscerate e massacrate da 100 diversi opinionisti e in 27 lingue), la probabilità di rafforzare le proprie convinzioni, illudendosi di basarle su fonti obiettive e quindi vere per definizione, si moltiplicano enormemente.

E più indago mosso da questo approccio, più dati positivi raccolgo, più la mia tesi si rafforza, più la mia autostima onnisciente cresce, in un circolo vizioso che porta inevitabilmente alla pietrificazione cerebrale.

Qual è un possibile antidoto dispensato oggi dal maestro Yoda? Evitare per un po’ di voler trarre delle conclusioni e limitarsi a osservare la realtà da quanti più punti di vista possibile, rincorrendo l’arcobaleno senza in realtà volerlo mai raggiungere veramente.

Per la mente ordinaria bramosa di pontificare in ogni situazione della propria quotidianità si tratta di uno sforzo titanico al limite della crisi di astinenza da stupefacenti, ma vale la pena provare no?

Buona settimana!

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