Soul Food 33– Eugenio Mirti

soul food

Generalmente quando mi capita di non riuscire a superare le prime pagine di un libro il significato è inequivocabile: trattasi di un mattone che non ha dignità e speranza di rimanere nella mia biblioteca, e il tomo viene presto da me uccellato malamente.

Si sono però verificati nel corso del tempo alcuni casi di volumi di primo acchito insormontabili che anzichè volare dalla finestra ho tenuto sul comodino nella speranza che, cambiando io nel corso del tempo, si aprissero più facilmente in un remoto futuro alla mia brama di sapere e lettura.

Un esempio meraviglioso è “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, che credo di aver iniziato almeno sette volte, non so se per stima zodiacale visto che l’autrice è dei gemelli, per poi leggere tutto d’un fiato una notte di qualche anno fa.

Insomma nel sottoinsieme “invalicabili ma speranzoso di farcela prima o poi” si iscrive assolutamente “La montagna dalle sette balze” di Thomas Merton (en passant, era dell’acquario: una chiara affinità per i segni d’aria!).

Merton fu un personaggio incredibile, e leggere la sua autobiografia mi fa chiedere come sia possibile che apparentemente tutte le utopie e le aspirazioni sociali del XX secolo siano state trucidate nell’attuale periodo storico, nel quale contano   esclusivamente economia, spread, borse e  il rating di Moody’s.

Pensare a Merton alfiere del pacifismo, un frate che in vita incontrò tre volte il Dalai Lama, un illuminato che aveva studiato lo Zen per trovarne le analogie con i padri del deserto, ma soprattutto la consapevolezza che questo suo libro sia stato un best seller assoluto mi fa pensare che alieni dispettosi devono avermi rapito nel sonno e portato su un altro pianeta a mia insaputa. Ma tanté!

Un piccolo godimento secondario durante la lettura sta nel fatto che Merton è un appassionato di jazz, ama Duke Ellington, stupra ogni pianoforte che trovi nei pressi seviziando le note di “St. Louis Blues” e negli anni 30, quando studia alla Columbia University, frequenta spesso i locali della 52ma strada. Quelli cioè dove, come sappiamo a posteriori, verrà elaborato il bebop.

Buona lettura!

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