Recensione: Fates Warning/Darkness in a Different Light – Stefano Di Ielsi

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Fates Warning – “Darkness in a Different Light”

Dicembre 2013 (Inside Out)

Per tutti quelli che avevano dato per certa la “morte biologica” dei Fates Warning, ma anche per tutti quelli a cui sono venuti i capelli bianchi in attesa di loro notizie, ecco spuntare una luce nel buio di nove anni di stasi discografica. In questo caso è proprio di “luce” che possiamo parlare, in quanto è Darkness in a Different Light il titolo dell’undicesimo lavoro della formazione statunitense, che segna l’uscita dalla line-up dello storico drummer Mark Zonder, per lasciare il posto al eclettico Bob Jarzombek  (Riot, Spastic Ink, Halford, Iced Earth).

L’apertura del cd è affidata a One Thousand Fires, che mette subito in chiaro come la miscela dei Fates sia rimasta intatta nel corso degli anni. Sette minuti e venti di intricati riff di chitarra preparano il campo ad arpeggi e stoppate in tempi dispari, continue variazioni di tema che sembrano non voler lasciare fiato a chi ascolta. Firefly e Desire proseguono il discorso sonoro spostando le atmosfere in atmosfere più cupe e introspettive, ricche di chiaroscuri e contrasti di luce. La parentesi acustica in chiave epica di Falling sembra voler marcare come il minimalismo sia ancora la chiave di volta della struttura compositiva utilizzata da Matheos & soci.

In effetti la miscela sonora apparentemente complicata dei Fates Warning è composta da pochi ma essenziali elementi compositivi. Ogni strumento segue il proprio pattern slegandosi dagli altri e giocando sul continuo incastro di accenti e dissonanze,  in modo che le armonie esaltino i cromatismi dei solisti. Elementi armonici come l’arpeggio di Lighthouse ci riportano indietro di un ventennio musicale esaltando l’ispiratissima voce di Ray, stilisticamente molto vicina a Pleasant Shade Of Gray (1997). Come nella migliore delle “tradizioni famigliari” la track di chiusura è una suite di quattordici minuti, in cui i Fates Warning riescono a cancellare dalla mente dell’ascoltatore la decade di assenza dalle scene musicali, fornendo una prestazione compositiva all’altezza delle loro migliori produzioni. Jarzombek (batteria) è senz’altro all’altezza del livello qualitativo del disco e arricchisce con la sua personalità ogni brano, anche se alcuni fraseggi mancano del cambio di passo del buon vecchio Zonder.

Il disco risulta molto ben strutturato, con alcuni cali di tensione che forse hanno il merito di esaltare ancor di più i molti aspetti positivi delle singole tracce. I Fates Warning sono tornati, nella speranza di non dover attendere altri nove anni per il prossimo lavoro, per ora proviamo a goderci questa “Oscurità” con una “luce differente”!

1.”One Thousand Fires” 7:21; 2.”Firefly” 4:59; 3.”Desire” 4:00; 4.”Falling” 1:34; 5.”I Am” 5:08; 6. “Lighthouse” 5:25; 7. “Into the Black” 5:09; 8. “Kneel and Obey” 5:05; 9. “O Chloroform” 4:13; 10.”And Yet It Moves” 14:03

Musicisti:

Ray Alder – Voce; Jim Matheos – Chitarra; Joey Vera – Basso; Frank Aresti – guitar, background vocals;Bobby Jarzombek – Batteria

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