Editoriale – 23 dicembre – Eugenio Mirti

Nell’ultimo periodo siamo stati subissati di tanti e tali avvenimenti che a volte mi sembra di sedere su un carosello mediatico che si diverte a sorprenderci ogni giorno. La fabbrica cinese di Prato, la rivolta dei forconi, la norma pro slot machine, le primarie del pd, le reazioni del m5s, la mancata concessione del permesso di espatrio a Berlusconi perchè è stato condannato in via definitiva, la legge di stabilità e tutte le sue polemiche, lo scandalo del centro di accoglienza a Lampedusa, e così via, in un infinito tourbillon di parole di fuoco  che avvelena allegramente la vita di tutti noi.

In questo momento specifico non ho una “parte” politica di riferimento, perciò mi pare evidente come le persone interpretino con la vis del tifo calcistico (o del fan di Springsteen) il ruolo degli amministratori. In sostanza se il tuo beniamino dice una scemenza galattica, da quel momento quella fesseria diventa intelligente e tu la difenderai con tutte le tue forze, pur essendo indifendibile.

Emblematica una piccola discussioncina che mi sono concesso (un pò perfidamente) su facebook con un aspirante dottore in economia.

La sua tesi: siccome sei mesi prima dell’introduzione dell’euro il franco era a 1500 lire e il marco a 1600 lire, questo dimostra come i nostri politici in Europa siano sempre stati dei babbei e alla fine nel sedere l’abbiamo preso noi, visto che gli altri hanno fatto il cambio alla pari.

la mia risposta: siccome il franco era a 300 lire e il marco a 900, allego il link alla tabella dei cambi utilizzata, sulla opinione che è soggettiva non dico nulla, ma almeno i dati, che sono oggettivi, non modifichiamoli.

La sua risposta: non cambia niente, perchè alla fine ci sarà stata qualche esportazione in più ma è come dicevo io.

In pratica l’idiota di turno non si è formato una opinione analizzando i fatti e sintetizzandoli in una visione, ma ha operato esattamente all’opposto,   aderendo cioè a una opinione e cercando solo i dati che servivanno a supportarla, scartando con cura tutti quelli che potevano metterne in dubbio la veridicità.

Sono sicuro che il nostro amico farà carriera e diventerà che so, il geologo che dovrà dare un paerere sulla diga del Vajont o la direzione lavori della casa dello studente dell’Aquila.

Detto questo essendo però nel periodo di Natale mi concedo di regalarvi questa perla di George Harrison, il retro del 45 giro con Lady Madonna. Una musica mirabolante (teniamo conto che sono i Beatles al picco massimo del successo), un testo profetico che come sempre mi ricorda che se si vogliono cambiare le cose bisogna prima cambiare se stessi. Quando me la raccontano diversa (basta che voti me e vedrai che cambieremo tutto) sento sempre puzza di bruciato.

Auguri!

Without going out of my door
I can know all things on earth
With out looking out of my window
I can know the ways of heaven

The farther one travels
The less one knows
The less one really knows

Without going out of your door
You can know all things on earth
With out looking out of your window
You can know the ways of heaven

The farther one travels
The less one knows
The less one really knows

Arrive without traveling
See all without looking
Do all without doing

 

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