Snack per audiofagi… Pino Palladino – Ivano Rossato

Ho incontrato per la prima volta Pino Palladino fra i solchi digitali di “TRY!”, il meraviglioso live di esordio del John Mayer Trio pubblicato nel 2005. L’anno successivo il bassista italo americano segue Jeff Beck in tour, per poi accompagnare lo stesso anno J. J. Cale ed Eric Clapton. Scopro poi che ha suonato in svariati dischi di David Knopfler e di David Gilmoure e più recentemente in “21” di Adele. E già la mia invidia artistica comincia ad annichilirmi. Il colpo di grazia quando apprendo che è entrato in pianta stabile nei The Who in sostituzione del compianto John Entwistle.
Tutto ciò dovrebbe bastare a prosciugare le mie ghiandole salivari durante la lettura della sua bio, se non che la scorsa settimana il Rolling Stone magazine mi informa che Pino ha anche partecipato al tour americano dei Nine Inch Nails dimostrandosi così uno dei più versatili (e richiesti) session man degli ultimi 30 anni.
Ascoltarlo oggi allo Staples Center di Los Angeles (8 Novembre 2013) nel Tension Tour fa capire come l’umiltà, la versatilità e l’apertura a tutti i generi siano le carte vincenti per un professionista che voglia fare della musica il proprio lavoro. Persino al fianco di Trent Reznor, abituato in passato a dei maniscalchi, Pino Palladino sembra perfettamente a proprio agio alle prese con le tipiche atmosfere elettro-industrial dell’artista di Cleveland a cui regala un inedito calore.

Meraviglioso.

Buona domenica!

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