Soul Food 24 – Eugenio Mirti

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Ritornato dal Montecarlo Jazz Festival e avendo ancora nel cuore la strabiliante performance di Remembering Shakti, il gruppo indiano guidato dal mirabolante John McLaughlin, mi sono per l’ennesima volta reso conto della mia imbarazzante e abissale ignoranza verso la musica indiana!

Una perla di saggezza, courtesy of Marco Giaccaria, estrapolata da un simpatico metodo di Omar Khokher:

‘…Life and death are not all and nothing, but stages in a process, episodes
on an infinite river to which one trusts oneself and all other phenomena.’
So it is that Indian music reflects Indian life, having no predetermined
beginning or end but flowing without interruption through the fingers of
the composer-performer.

A questo link trovate una bella spiegazione dei talas, cioè il modo di organizzare il ritmo:

Ed ecco un bel video che spiega la parte matematica. Il lievissimo accento indiano del relatore non impedisce di capire!
http://youtu.be/cKPFu2vsYwQ

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