Editoriale – 2 dicembre – Ivano Rossato

C’è una categoria che ho scelto di non tollerare più, in tutti gli ambiti, da quello privato a quello pubblico, lavorativo, politico, amministrativo, religioso. I dispensatori di complessità.

Quelli che il problema è troppo complesso perché tu lo possa capire, che la situazione è molto più intricata di quello che pensi, quelli che tu la fai facile. Quelli insomma che, con un paterno sogghigno caritatevole, cercano di farti sentire uno sprovveduto facilone e idealista nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore un povero coglione ignorante. E in entrambe le ipotesi giocano ad accrescere quel senso d’impotenza che sta diventando il peggior virus dei nostri giorni.

Tutto è troppo complesso e impossibile da affrontare per te povero e fragile inetto. Lascia fare: ghe pensi mi.

Non crediamo a questa categoria di cialtroni. La situazione economica e i motivi della crisi non sono per nulla complessi da capire. Così come la politica nazionale e internazionale, l’annosa questione mediorientale, i così detti “misteri italiani” e ogni sorta di tematica giornalistica che ci ha deliziato negli ultimi 50 anni. Può essere ormai complicato trovare una soluzione o stanare ed eventualmente punire i responsabili, non di certo comprenderne la natura e la genesi. Anche un bimbo di 3 anni ce la farebbe.

Quindi, un piccolo invito per questa promettente settimana: non ci facciamo più prendere per il culo dalla complessità di facciata.

La vita e i principi su cui si basa la convivenza civile di una comunità sono semplici.

Il rispetto, l’onestà, la dignità, la sincerità sono semplicissimi così come l’ottimismo e i sogni. E chi vuole convincerci del contrario o è troppo stupido oppure, in realtà, vuole per qualche motivo confondere la forza delle nostre convinzioni. Adesso basta, dai.

Buona settimana!

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