Editoriale – 4 novembre – Ivano Rossato

Mi ritrovo a fare una riflessione ricorrente in occasione di cene fra amici. Dopo il rituale cazzeggio iniziale si sfocia inevitabilmente in chiacchierate su tematiche lavorative, sociali, economiche e finanziarie dove però, nella maggior parte dei casi, le opinioni hanno come motore solo più due sentimenti: la rabbia e la paura. Si oscilla fortemente fra posizioni disfattiste della serie “non c’è nulla da fare; non abbiamo alcun potere; andrà sempre peggio…” e quelle rivoluzionarie del “scendiamo in piazza e spacchiamo tutto; impicchiamoli tutti; è tutta colpa di XY che andrebbe linciato…” e svariate altre applicazioni dello spirito gandhiano. Appare evidente come  tutto ciò rifletta il messaggio che i media veicolano fra le righe attraverso le notizie quotidiane con l’inevitabile risultato che nessuna delle due categorie sopra citate muoverà mai un dito per risolvere alcunché: gli uni perché pietrificati dal terrore e dall’insicurezza; gli altri perché accecati dalla più scoordinata delle ire.

Quello che manca realmente è un po’ di lucidità. Indispensabile per interpretare e comprendere realmente qualunque esperienza e ancora più importante per trovare la migliore soluzione a un problema o a una sfida.

Naturalmente sono io stesso il primo a commettere questo fatale errore, perciò trovo utile applicare un semplice giochino e mi domando: leggere o ascoltare questa notizia sta aumentando

  1. La mia conoscenza?
  2. La mia incazzatura?
  3. La mia paura?

Se le risposte sono la 2 o la 3 tendo a smettere di leggere o cambio semplicemente canale perché ormai la mia attenzione ai contenuti reali è distratta o filtrata da due sentimenti disordinati e distruttivi per le mie capacità cognitive.

E’ ovvio che nella maggior parte dei casi si tratta di una miscela contemporanea delle tre risposte, ma trovo interessante comprendere quale componente di noi stessi venga maggiormente fortificata ogni volta che fruiamo di una notizia, perché, come già accennato altre volte, noi siamo ciò di cui nutriamo il nostro stomaco così come il nostro cervello.

Buona settimana!

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