Recensione: Nine Inch Nails/Hesitation Marks – Ivano Rossato

Nine Inch Nails

Hesitation Marks

Columbia – 2013

Hesitation Marks è l’ottavo lavoro in studio pubblicato da Trent Reznor e dalla sua malata creatura Nine Inch Nails, e ha le potenzialità per essere l’album atteso da chi è stato in passato conquistato dall’aggressività sonica marchio di fabbrica da quasi 25 anni del musicista di Cleveland ma che ora desiderava un cambio di registro.

La qualità sempre molto alta delle composizioni viene infatti vestita di una luce più riflessiva e intima capace di conservare appieno la consueta tensione latente. L’aggressività delle chitarre ultra-sature è sostituita quasi completamente da distorsioni sintetiche e atmosfere costruite con una tavolozza di suoni elettronici che rispecchiano abilmente le varie declinazioni del genere degli ultimi trent’anni. Dai beat incalzanti delle iniziali Copy of A e Came Back Haunted, all’elettro-punk di Everything, la chitarra svolge una funzione quasi decorativa come nei riff funky di All Time Low o in While I’m Still Here in cui compare addirittura un loop irresistibile di sax tenore.

La produzione sofisticata di altissimo livello sostituisce al devastante muro sonoro del passato una non meno intensa atmosfera rarefatta e minimale. Suoni glaciali e vitali allo stesso tempo che pulsano dando vita a groove coinvolgenti e che contribuiscono a fare di Hesitation Marks un’ottima prova per Trent Reznor ancora lontano dall’esaurire la propria vena creativa.

Brani: 1.The Eater of Dreams; 2.Copy of A; 3.Came Back Haunted; 4.Find My Way; 5.All Time Low; 6.Disappointed; 7.Everything; 8.Satellite; 9.Various Methods of Escape; 10.Running; 11.I Would for You; 12.In Two; 13.While I’m Still Here; 14.Black Noise;

Advertisements