Soul Food 16 – Eugenio Mirti

soul food

Un romanzo (anzi, una trilogia in cinque parti) che ho sempre trovato particolarmente divertente e stimolante (oltrechè dissacrante) è la serie della “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Admas.

Questo l’incipit, come riportato da Wikipedia:

« Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione »

Si tratta di science fiction demenziale, adatta sia per gli amanti di quella seria che per quelli che la repellono, con ottimi risultati. Da segnalare anche il meraviglioso film tratto dall’opera.

Quel genere di letteratura che riesce ad accompagnarsi bene e con Star Wars e con Space Truckin’ (Deep Purple), la cui vetta à naturalmente “Venere sulla conchiglia” di Kilgor Trout (ma per questo aspettate la prossima settimana!


We had a lot of luck on Venus
We always had a ball on Mars
Meeting all the groovey people
We’ve rocked the Milky Way so far
We danced around with Borealice
We’re space truckin’ round the the stars
Come on let’s go Space Truckin’

Remember when we did the moonshot
And Pony Trekker led the way
We’d move to the Canaveral moonstop
And everynaut would dance and sway
We got music in our solar system
We’re space truckin’ round the stars
Come on let’s go Space Truckin’

The fireball that we rode was moving
But now we’ve got a new machine
Yeah Yeah Yeah Yeah the freaks said
Man those cats can really swing
They got music in their solar system
They’ve rocked around the Milky Way
They dance around the Borealice
They’re Space Truckin’ everyday

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