Chitarra jazz 11 – Eugenio Mirti

103p

E’ da innumerevoli anni che mi riprometto di scrivere un libro di didattica per chitarra jazz e raccolgo a tal fine una montagna di materiale, appunti e trascrizioni (il cui volume è ormai prossimo al metro cubo). Nel corso del tempo ho speso migliaia di euro in metodi di tutti i tipi, ed essendo il recensore di jazzit dei libri di didattica la mia biblioteca si è ulteriormente ampliata: ho quindi la doppia fortuna di una pratica quasi ventennale di insegnamento e una conoscenza enciclopedica dei metodi esistenti, circostanza che mi sembra utile per poter dire la mia sul tema. Spero vi sia utile!

em

6. 2 SOFTLY, AS IN A MORNING SUNRISE parte 5

Per suonare bene un brano di natura tonale bisogna sempre eseguirne l’analisi armonica, al fine di capire i movimenti degli accordi e stabilire i punti di tensione e di riposo, in maniera da sottolinearli adeguatamente. Nelle appendici troverete una spiegazione completa di come si esegue tale analisi, per il momento sintetizzo alcuni punti principali:

1) Ogni scala maggiore dà vita a sette accordi, che sono così costruiti sulle note di tale scala (armonizzazione a quattro voci)

Imaj7 IImin7 IIImin7 IVmaj7 V7 VImin7 VIImin7b5

Sostituendo ai numeri romani le note di una delle scale maggiori si otterrano gli accordi di quella tonalità, ad esempio nella tonalità di re

Remaj7 Mimin7 Fa#min7 Solmaj7 La7 Simin7 Do#min7b5

Per le tonalità minori le cose sono più complesse, esistendo tre scale: minore naturale, minore armonica, minore melodica. I gradi sono quindi più numerosi:

scala minore naturale: Imin7  IImin7b5 IIImaj7  IVmin7 Vmin7 VImaj7 VII7

scala minore armomica: Iminmaj7  IImin7b5 IIImaj7#5  IVmin7 V7 VImaj7 #VIIdim

scala minore melodica: Iminmaj7  IImin7  IIImaj7#5  IV7 V7 #VImin7b5 #VII7alt

2) Gli accordi nell’analisi vengono chiamati gradi ed espressi con un numero romano (I grado, II grado, ecc) che si riferisce alla loro posizione nella sequenza

3) Ogni grado ha una sua funzione armonica e un suo “colore” preciso

4) In generale hanno funzione armonica di riposo i gradi I,III e VI; hanno funzione armonica di tensione i gradi II, IV, V e VII.

5) un brano può cambiare tonalità (modulare) e quindi presentare tonalità diverse in sezioni differenti; il segno per indicare la modulazione nell’analisi armonica è >

Ecco dunque  l’analisi armonica di “Softly As In A Morning Sunrise”: In mi minore, il B modula prima a Sol maggiore e poi a Laminore, per tornare infine a Mi minore.

arm

Ecco tre modi per realizzare l’accompagnamento: il primo è con il drop2 (ho scelto posizioni vicine tra loro che riescono nel muovere bene le voci)

drop2

con i guide tones (stesso discorso del drop2 per la scelta delle posizioni)

gt

Terza possibilità usando gli accordi a quarte; in questo caso ho sfruttato le relazioni scala/accordo; al posto di Mim ho infatti usato Domaj11. Notate anche che Lam6/9 e Fa#m7b5 sono uguali in questo tipo di armonizzazione.

4li

Vi segnalo anche due possibilità ritmiche per realizzare gli accordi: il classico accompagnamento “in 4” e uno più leggero, particolarmente adatto a questo brano (riprende la ritmica della linea melodica).

ritmo

consiglio bibliografico  9: David Baker – How To Play Bebop (Frangipani Press, 1985)

htpb

Conobbi il lavoro di David Baker acquistando questo libro nel 1996, e mi  innamorai subito del suo stile, elegante e allo stesso tempo semplice e pragmatico. Partendo dall’analisi di centinaia di assoli e fraseggi della storia del bebop, l’autore teorizza le scale bebop e i meccanismi alla base della costruzione dei fraseggi tipici dello stile degli anni 40. Gradualmente ci si riesce così a impadronire di uno dei linguaggi più importanti e significativi del jazz moderno.  Un grande esempio di didattica eccellente e utile. Indispensabile!

LE PUNTATE PRECEDENTI:

CHITARRA JAZZ 1

CHITARRA JAZZ 2

CHITARRA JAZZ 3

CHITARRA JAZZ 4

CHITARRA JAZZ 5

CHITARRA JAZZ 6

CHITARRA JAZZ 7

CHITARRA JAZZ 8

CHITARRA JAZZ 9

CHITARRA JAZZ 10

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