Editoriale – 12 agosto – Ivano Rossato

Riflettevo su che cos’è (anche) l’informazione e la sua fruizione su Internet.

Prendiamo ad esempio l’utilizzo che fanno alcune testate giornalistiche di uno strumento teoricamente neutro come Facebook. Mi piace essere informato sulle notizie di Torino e quale miglior “finestra” che La Stampa-Torino per conoscere i fatti salienti della propria provincia?

Ecco i titoli dei post (…gli unici ricevuti sulla mia bacheca…) degli ultimi 60 minuti:

  • Anziana muore al pronto soccorso “Ma aveva solo la febbre alta”
  • Punto da una vespa mentre va in bici, è gravissimo
  • Auto si ribalta: giovane muore, altri tre feriti
  • Tre giovani violentate Arrestati gli aguzzini
  • Ritenuta scomparsa dalla figlia è in carcere in Francia per droga
  • Colpi di pistola contro auto in sosta
  • Attraversa la strada, pensionato travolto e ucciso
  • Sparatoria in un bar: due feriti, uno è gravissimo
  • In moto verso l’Australia Il sogno s’infrange a Istanbul

Che dire? Stando al principale giornale locale (e uno dei più importanti della nazione…) l’area di Torino è veramente una merda, insicura, zoologicamente pericolosa, con un’attitudine criminale preoccupante e dove la sfiga abbonda più che le zoccole nella politica.

Una lettrice ha anche messo “mi piace” alla notizia del tale punto da una vespa che è finito all’ospedale. Capisco gioire se un ex presidente del consiglio mafioso viene condannato per evasione fiscale, ma cosa ti spinge a schiacciare “mi piace”  su una notizia del genere? Abitudine? E’ ormai un gesto meccanico che fai per qualunque titolo tu legga? (…perché tanto l’articolo non lo leggi nemmeno più…) O sei semplicemente una deficiente?

Come mai veniamo inondati da così tante pillole di paura? Qualcuno pensa che sia una strategia mediatica di controllo delle masse. Altri sostengono che faccia audience e che in fondo è quello che i lettori intimamente vogliono leggere per sapere che c’è qualcuno che sta peggio di noi e che alla fine è vero che siamo governati da dei criminali, ma tutto sommato potrebbe anche andarci peggio.

Ma questa spiegazione assomiglia un po’ troppo a quella cazzata che le radio in genere trasmettono musica di merda solo perché è così che piace agli ascoltatori.

Entrambe i casi potrebbero essere veri. Ma se così anche fosse, vorrebbe dire che in tutte e due gli scenari abbiamo un potere immenso nelle nostre mani. Quello di scegliere di nutrire la nostra mente con un cibo migliore, così come sempre di più stiamo nuovamente imparando a fare con il nostro corpo.

Il filosofo Feuerbach diceva ”Noi siamo quello che mangiamo”. Parole sante.

Nutriamoci di bellezza, di arte, di conoscenza e nozionismo creativi. Non ci accontentiamo del fast-food dello spirito. La cronaca nera (o grigia) esiste e sarebbe stupido ignorarne l’esistenza. Ma per riconoscere l’esistenza del letame non ho bisogno di mangiarmelo a pranzo.

La vita è meravigliosa, prendiamo i frutti migliori che ci offre non gli scarti.

Buona settimana e buon ferragosto!

Advertisements