Pleased to meet you: Eugenio Mirti intervista Ivan Bert

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Conosco Ivan Bert da almeno quindici anni, ed è senza dubbio uno dei più intriganti trombettisti (e compositori)  della scena italiana. Anticonformista, iperrattivo, sempre con un nuovo progetto da realizzare. Buona lettura!

Quali sono i tuoi progetti attuali?

Dal 17 al 22 Settembre curerò il riallestimento del suono dell’opera Mystery Sonta al Castello di Rivoli M.A.C. per la quale ho composto e suonato dal vivo i miei Landscape and Remains per la coreografia di Raphael Bianco. Ho esordito a Gennaio alla Fondazione Sandretto (TO) portando 24m di subwoofer, trasformando la sala in un cassa risonante e mettendo il pubblico a sedere direttamente sulle casse per 90 minuti. Un’esperienza molto densa suonare, letteralmente, decine di persone e una grande struttura di cemento e pietra bianca. Finalmente terminerò il disco con la mia Dark Magus Orhestra con qualche ospite che non vedo l’ora di portare in studio. Continuerò la scrittura per il PARVAT6 con Paolo Porta in previsione della entrata in studio   e di alcune interessantissime collaborazioni future. In autunno registrerò dal vivo ENDECACRAZIA. Evoluzione per 11 elementi di una mia composizione per 7 musicisti improvvisatori che ho diretto e suonato questa primavera a Torino. Sempre in autunno realizzerò e performerò insieme ad altri 10 artisti sonori della città la seconda opera collettiva di “T con 0”, insieme creativo nato da un’idea di pluralità dell’arte del mio amico Alessandro Sciaraffa. A febbraio dovrei essere in scena al Teatro Franco Parenti di Milano per una produzione coideata insieme al regista Alberto Oliva ma della quale non posso ancora raccontare molto.

Quali sono i tuoi artisti preferiti?

Può sembrare strano ma è un pò di tempo che ho difficoltà a definire in modo chiaro chi e cosa sia un artista. Forse riconosco arte in chi rischia e si compromette, in chi mi fa andare a casa con dei dubbi e non con dei sospetti, in chi trasforma delle cose in delle idee e non viceversa. Quindi nè la fama nè la fame sono necessariamente indicatori di garanzia.

Pro e contro di essere musicista oggi.

Tempi di pagamento, fiscalità, essenza di una forma di assistenza medica professionale specifica, obsolescenza delle normative sulla musica dal vivo nei club medi e piccoli che dovrebbero essere, o con enormi difficoltà continuano ad esserlo, il punto di scambio osmotico tra chi compone e chi ascolta musica attuale. Una certa sorta di latitanza della critica post ascolto, specialmente sul live, e una dose di inserzionismo velato nel giornalismo musicale che fortunatamente si stà affievolendo ma che ha reso un pò soporifera la stampa del settore. Pro, tutto il resto. Non ho una strategia ma ho molte tattiche.

La cosa più curiosa che ti è capitata!

A Giugno sono stato invitato a Napoli per dirigere e suonare le mie musiche per lo spettacolo ” ITINERARIO – Per una Possibile Salvezza” nel festival di teatro e danza Napoli Fringe Festival. Mi sono trovato a trascorrere molte ore al giorno nel Tunnel Borbonico a meno 40 metri sotto la città con la temperatura di 14° ed il 93% di umidità fisse da parecchi secoli. Ho trascinato in questa follia insieme al mio flicorno anche il sassofonista Paolo Porta, il clarinettista basso Luca Biggio ed il percussionista Adriano Demicco e dopo qualche ora di acclimatamento tra tutti si è creata una sorta di dipendenza da quel luogo, da quegli incredibili riverberi naturali, da quel suono così presente e denso. Solo la visione degli strumenti ricoperti di condensa e la nebbia che fumava delle campane mi imponeva di uscire da li sotto alla fine di ogni replica. Ho trascorso parecchie ore in quel Tunnel senza pubblico e nel silenzio quasi totale per cercare le posizioni ideali degli strumenti e per Suonare quegli spazi con quelle coreografie e a distanza di poco più di un mese mi sembra di averlo solo sognato. Ancora più strano è che abbiamo lavorato su strutture di intervalli ascendenti di 3°maj e movimenti di bassi di 3°- e questo è quello che mi è rimasto, andare su per andare giù. Una doppia scala di valori opposti e conviventi.

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