Soul Food 6 – Eugenio Mirti

sf6

« Ma allora chi sei tu, insomma? Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente compie il bene »

Ricordo abbastanza bene che lessi la prima volta “il maestro e margherita” di Bulgakov quando avevo diciasette anni. Ero già infognatissimo con i Rolling Stones,  di li a breve avrei scoperto il trucco delle accordature aperte di Keith Richards che mi avrebbe spalancato mondi lontanissimi e l’anno seguente li avrei visti dal vivo due volte, a Torino e a Wembley, con mia grande soddisfazione.

Il mio pezzo preferito (lo è ancora) era la versione in studio di Sympathy For The Devil, un classico che apriva l’album Beggar’s Banquet.

Nonostante questo po’ po’ di background,  ci impiegai anni per capire (non ricordo dove lessi la correlazione ma non era farina del mio sacco) che il meraviglioso testo altro non era che una sintesi dei temi dello strabiliante romanzo di Bulgakov. Sapete l’uovo di Colombo, che bastava pensarci prima? Ecco, un’altra occasione sprecata  di sembrare intelligente!

Ora, è vero che un sacco di pezzi degli Stones hanno dei testi quanto meno cialtroneschi (la solita truffa di sex drugs & rock n roll), ma non credo ci fossero molti rocker che nel 1967 conoscessero questo romanzo, uscito in inglese proprio nel 1967, pensate un po’! Tra l’altro Godard girò un film sugli Stones che provano il pezzo in studio, tanto per dire che una buona idea tira via l’altra (o forse che se ti interessi di robe interessanti, diventi motivo di interessa a tua volta!).

Ecco il pdf!


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