Recensione: Editors/The weight of your love – Stefano Di Ielsi

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Editors

The weight of your love (2013, PIAS Recordings)

di Stefano Di Ielsi

Se il vostro luglio è decisamente troppo caldo e avete la necessità fisiologica di placare la  torrida estate, forse questa uscita fa al caso vostro! Dopo quattro anni di attesa il quartetto di Birmingham approda al quarto sigillo discografico, il cui titolo (The Weight Of Your Love) incornicia appieno il contenuto di un disco decisamente più autunnale che estivo.
Le prime note  mettono da subito in chiaro come i suoni di questo cd siano indirizzati verso la New Wave di stampo British, proprio come quella che nella metà degli ‘80 saturava le FM. In effetti, gli Editors non nascondono il loro amore per il Dark  tanto caro ai Cure e di cui band come i Joy Division prima e gli Interpo dopo hanno ripercorso i suoni  in lungo e in largo.
Sugar è emblematica: sembra avvolgerci in una fitta colte di nebbiosa malinconia, scandita da un drumming perentorio e incessante, in cui il rullante carico di reverbero, amplifica le tematiche introspettive del testo. Le note del basso sono grevi e graffianti e scandiscono inesorabilmente i refrain e i chorus, in un complessivo vortice di malinconia e irrazionalità.
Le timbriche vocali, in linea con le caratteristiche del dark-wave, viaggiano su frequenze medio-basse, e si alternano (in brani come A Ton Of Love) a vocalità più simili ai cugini Irlandesi U2. In particolare brani come What is this Thing Called Love si distinguono per lo stile chitarristico particolarmente ricco di arpeggi e sonorità calde che sapientemente aprono a melodie cariche di speranza e positività.
Atmosfere solenni, quasi da recital introducono Nothing, che ha il compito di allentare la tensione sonora e i ritmi delle tracce precedenti, per arrivare a Formaldehyde , le cui ritmiche riprendono ad essere incalzanti e gli arpeggi di chitarra aprono su atmosfere decisamente meno introspettive riportando l’orecchio di chi ascolta verso il mondo esterno.

Questo lavoro sembra indirizzato a quella schiera di ascoltatori che amano (e hanno amato) le correnti New Wave Dark e post-ottantiane, e  pur non aggiungendo nulla di rilevante a quanto già scritto ha il merito di rielaborare  gran parte degli elementi sonori che hanno caratterizzato un trentennio di musica.

Brani: 1. The Weight; 2. Sugar; 3. A Ton Of Love; 4. What Is This Thing Called Love; 5. Honesty; 6. Nothing; 7. Formaldehyde; 8. Heyna; 9. Two Hearted Spider; 10. The Phone Bock; 11. Bird Of Prey.
Musicisti: Tom Smith – Voce / Chitarra; Justin Lockey – Chitarra; Elliot Williams – Tastiere; Russel Leetch – Basso;
Edward Lay – Drums

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