Editoriale – 15 luglio – Eugenio Mirti

Le mie figlie crescono e iniziano ad avvicinarsi ai grandi classici della letteratura per ragazzi, da Pinocchio a Tow Sawyer passando per una lista lunghissima di pagine immortali (purtroppo non trovo più la mia copia de Le tribolazioni di un cinese in cina, ma La tigre della Malesia è già in corsa!).

Tutti questi libri propongono una sorta di morale o codice etico che più o meno funziona così:

– i buoni vincono e i cattivi perdono

– lo studio e il lavoro portano lontano.

Questo mi porterà in un tempo brevissimo a scegliere se dover spiegare io o far finta di nulla e sperare che prima o poi si accorgano da sole che invece nel mondo reale:

– i buoni non ci sono o sono considerati babbei

– il meretricio e il furto portano lontano.

– in Italia Lucignolo sarebbe Presidente del Consiglio, Joe L’Indiano presidente del Monte dei Paschi, e Sir James Brooke capo della polizia.

C’è una terza soluzione, che mi piace molto: riuscire  a cambiare questo paese per quando queste bimbe saranno grandi.Molti dicono che non si può cambiare, ma sono quelli cui conviene che rimanga così; sono gli stessi che sabotavano il Referendum su nucleare e acqua, votato da 28 milioni di persone.

Tutti insieme si può fare.

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