Recensione: MamaSuya\Mama Suya – Paolo Donati

mamasuya
Mama Suya
Mamasuya (Ultrasound, 2012)
di Paolo Donati
Do you feel lucky today, punk?” 
Così “Dirty” Harry Callaghan si rivolgeva ai criminali  di San Francisco puntandogli contro il cannone della sua famosa 44 Magnum. E in sottofondo l’inconfondibile melodia groove anni 70 dei polizieschi made in USA,  dove i 4/4 scandivano le fucilate con cui Harry,  in un eccesso di zelo, distruggeva la città per fermare i malviventi.
Questo è quello che mi viene in mente ascoltando “Boogaloo Street”, singolo dei Mama Suya,  il frutto del progetto musicale tra Stefano Resca, Nicola Bruno e Matteo Cerboncini, tre musicisti di talento e referenziati della scena italiana (sono di Alessandria, neh!).
Il powder trio, come si autodefiniscono loro stessi,  nasce con il preciso scopo di mettere assieme gusti e influenze musicali dei tre componenti per appagare il più primordiale dei bisogni di ciascun gruppo musicale:  la sana voglia di divertirsi suonando buona musica e spettinando ignari passanti  che si trovano per caso di fronte alla sala prove.
L’album omonimo, uscito nel 2012 per Ultrasound Records, è un disco strumentale, una vera e propria miscela di generi musicali differenti che fa risaltare la qualità tecnica e creativa della band, proprio come la Suya è una miscela di spezie che viene usata nei paesi africani per insaporire la carne.
E di Suya i Mama Suya ne hanno un bel po’ da sfruttare. Ora però mi raccomando: non usate il CD  per insaporire la carne o la Suya per insaporire il CD, altrimenti viene fuori un pasticcio.
I brani spaziano dal blues lento di “Seattle Confidential Blues”, al rock and roll di “Count Down Basie”, al riffone hard-rock di “My Irish Kangaroo”, e alle sonorità rillassate e lounge  di “Tommy&Jeff”; questo eclettismo musicale rende MamaSuya particolarmente brillante e appetibile anche a chi difficilmente digerisce album interamente strumentali.
I richiami ai musicisti rock e jazz che io colloco nel mio pantheon personale si fanno sentire forti e chiari. Il trio è tecnicamente ineccepibile, il basso e la batteria  propongono una base ritmica molto raffinata e la chitarra ricama temi e assoli con una sonorità distorta ma molto precisa; sovraincisioni con fiati e tastiere non mancano a speziare ancora di più il powder trio.
L’impostazione di molti brani è fatta di melodie semplici e strutture molto schematiche con ampio  spazio all’improvvisazione; più che un album studiato a tavolino sembra una sessione  libera di prove molto ben riuscita, e  forse questo è proprio l’intento dei Mama Suya: proporre musica con grande spazio alla creatività spontanea.
La sensazione è che il powder trio sia decisamente divertente dal vivo.
Buon ascolto!
Brani: 1. Boogaloo Street 2. Tommy & Jeff 3. Count down basie 4. Cattitude 5. Seattle Connection 6. Welcome to the pits 7. My irish kangaroo 9. Seattle confidential blues 10. Mama

Il video del singolo “Boogaloo Street”

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