Editoriale – 1 luglio – Ivano Rossato

Accade che mi ritagli un piccolo rito intimo al momento di lavare i piatti dopo una piacevole serata fra amici, con qualche bicchiere di Erbaluce che naviga dentro placidamente e il cd giusto a completare il quadro. E tutto si trasforma in un meraviglioso momento per riflettere, azione che rimane saldamente in testa nella classifica degli sport più sottovalutati di tutti i tempi.

Pensavo stasera all’editoriale di mastro Mirti e ai molteplici aspetti delle chiacchierate fiume fra amici. E in particolare all’irrefrenabile (e spesso non confessato, se non addirittura inconsapevole…) impulso di evangelizzazione che ci guida nel voler redimere l’astante illuminandolo con la verità e dissolvendo la coltre che gli impedisce di scorgere la via verso la beatitudine.

Tutto legittimo, indubbiamente utile per l’evoluzione del genere umano e, nel 99,9% dei casi, mosso dalla più fulgida buona fede: ma è sempre opportuno? E’ sempre il momento giusto?

Per esempio: io magari mi arrovello sette ore per spiegarti che Sign o’ the Times di Prince sia un prodotto dell’arte leggermente più meritevole di attenzione del Gangnam Style, ma posso con la stessa onestà (e senza considerarti presuntuosamente un coglione) mettere in dubbio la sensazione di benessere che il capolavoro sudcoreano ti trasmette?

Troppe volte rimango sconcertato da come persone che stimo non colgano l’ovvietà della mia visione delle cose. Di come ritengano accettabile ciò che per me è inconcepibile o viceversa.

Ciò capita probabilmente perché non penso alla spiegazione più ovvia: queste persone attualmente stanno bene così. Nel senso più materiale del termine come in quello più spirituale.

Stanno bene quelli che continuano a votare tizio nonostante sia un criminale, mafioso e pedofilo conclamato.

Stanno bene quelli che i TG e i quotidiani sono dei venduti e poi guai a perdersene uno.

Stanno bene quelli che Dio esiste perché lo dice la Bibbia e quelli che Dio non esiste perché la Scienza sino ad ora ha potuto farne a meno.

Sta bene chi nutre il suo corpo, le sue orecchie e la sua mente con immondizia.

E stanno fin troppo bene persino quelli che ti sfracellano quotidianamente i maroni per spiegarti che stanno malissimo e che è tutto una merda senza poi però muoversi di un millimetro da dove si trovano.

Quindi? Si lascia tutto com’è, ci si fa ognuno gli affari propri e si parla solo dell’ovvio e del condiviso?

Giammai ovviamente! …se no TOCRASH e la sua leggendaria masnada di cialtroni non esisterebbe!

A volte occorre semplicemente attendere.

Vale infatti ogni tanto la pena di risparmiare le energie e aspettare il momento giusto, se mai arriverà, in cui dall’altra parte ci sarà molto più silenzio, un po’ più di ascolto, un briciolo di dubbio, e un atomo di curiosità.

Una lieve e sana inquietudine nel nostro interlocutore e tutto scivolerà via liscio come un buon disco.

Più che la Convinzione mi ha sempre elettrizzato il Dubbio di avere ragione, perché quest’ultimo lascia aperto uno spiraglio al cambiamento e alla crescita.

Buona settimana!

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