Recensione: Il Rumore Della Tregua/La guarigione – Stefano Di Ielsi

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Il Rumore Della Tregua

“La Guarigione”

di Stefano Di Ielsi

L’impronta sonora de “”Il rumore della tregua”, interessante quintetto milanese, è votata a un soft-Rock con  elementi di rock alternativo, miscelati anche a un certo amore per il Blues. Le armonie in minore trasportano un velo di malinconia su ogni brano, e le sonorità elettriche della band si fondono ad un songwriting particolarmente curato. Scenari apparentemente surreali si compongono di un susseguirsi incessante di immagini, a volte enigmatiche, a volte inquietanti, in cui il paradosso è spesso la chiave di accesso. La voce calda  di Federico Anelli ha la capacità di saper condurre il viaggio tra le diverse scenografie, la sezione ritmica essenziale ma ben arrangiata fa da tappeto alla voce, e la scelta  dei fiati valorizza positivamente le atmosfere delle canzoni, in modo particolare quando miscelati con la chitarra.

I brani hanno una struttura basata su modi classici della musica Italiana d’autore, a cui il giovane quintetto non nasconde di ispirarsi. Le raffinatezze di “Haiku” fanno pensare di trovarci di fronte ai “fratelli” dei Virginiana Miller, mentre il Blues di “L’odore dei cani” graffia come carta vetrata su un amore rovinato dai conflitti interiori del protagonista; scenari apparentemente caotici e meditazioni introspettive alimentano  Il Rumore della Tregua, e l’estrema malinconia  trapela dalle sonorità de La Ballata del Pignoramento.

In “La guarigione”  si ascoltano sentimenti e sensazioni di una generazione cresciuta con lo sguardo rivolto al passato (soprattutto agli anni  ’70, periodo a cui la band fa riferimento nei propri credits), e che esprime  insofferenze e conflittualità interiori di chi ha la necessità e la consapevolezza di vivere “al di fuori del cerchio”.

Brani: 1) haiku; 2) l’odore dei cani; 3) confessa il peccato, harry; 4) la ballata del pignoramento; 5) revival .

Musicisti:  Federico Anelli – gola, acustica; Andrea Schiocchet – Batteria, cori diaframmatici; Marco “Magister” Torresan – chitarra disturbata, regalità; Marco Cullorà – basso, aforismi; Lorenzo Monesi – fiati, percussioni, gastronomia

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