Oldies But Goldies: Charles Brown/One More For The Road (Blue Side, 1986) – EUGENIO MIRTI

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Come tutti i miei coetanei, sono stato assiduo frequentatore di negozi di dischi. Pur non avendo mai soldi da spendere, anche solo andare a sfogliare gli album per sbavare toccando copertine e guardando foto e testi era un piacere meraviglioso. Quasi come andare in libreria, ma di più, perchè il formato vinile era veramente geniale, in quanto a lussuria e desiderio impressi nell’acquirente. La formula con copertina apribile era da orgasmo multiplo, e se per caso il volume aveva un adesivino nice price era come vincere alla lotteria (era la formula di vendita della warner per sbolognare album storici a metà prezzo, la polygram aveva la fichissima serie successo).

Insomma, il mio negozio preferito era Rockville di via Cibrario, ormai ahimè chiuso (ma il proprietario originale, leggendario, aveva lasciato anni fa!). Era un classico entrare e dire: aiuto! devo fare un regalo per impressionare la mia ragazza, le piacciono i Dire Straits, cosa mi consigli? risposta: il triplo live degli Who (che tuttora abbiamo, visto che grazie agli Who Cristina poi me la sposai!). Insomma, stile Alta Fedeltà ma centomila volte più figo, perchè c’era un reparto jazz devastante e il tipo sapeva tuttissimo. Entravi a chiedergli l’ultimo di chiunque e l’aveva già ascoltato e te lo recensiva in diretta. Si figo, no non te lo consiglio, ti piacerebbe, ecc ecc.

Insomma, una volta dovevamo fare un regalo di compleanno a un amico pianista, e ci venne consigliato One More For The Road di Charles Brown. Come sempre succede, alla fine credo gli regalammo un ciapapuer (una porcheria che prende la polvere, spiegazione che ben illustra l’etimologia della parola piemontese) e ci tenemmo il disco noi, visto che era ed è una vera figata.

Già solo l’apertura, I cried last night, fa capire il mood: jazzy, notturno, con molto blues e una voce che ti viene da piangere ogni tre sillabe. Non avevo mai capito il concetto di cantante confidenziale prima di Charles Brown: significa che ti fa arrapare così tanto che vorresti trombartelo tutto il tempo tanto è figo! Quindi attenti a portare al night le vostre signore. Tra l’altro Brown suona anche il piano meravigliosamente…

Mi ha anche sempre colpito dell’album  la versione spettacolare (vorrei dire stunning ma non mi viene una parola equivalente!) di Route 66, perla di un insieme di brani meravigliosissimo.

Un disco incredibile, che mi fa rimpiangere i bei negozi di dischi di una volta. Ma solo perchè ci andavo quando avevo vent’anni!

Consigliato per le serate notturne e intime, per viaggi coast to coast, per chiudere giornate merdoselle con un bel bicchiere di nebbiolo e la prospettiva di una notte intensa!

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