Editoriale – 27 maggio – Ivano Rossato

crime

Breve riflessione.

Trasformare in reato l’omofobia, il razzismo e altre svariate forme di idiozia?

Ma la finite di prenderci per il culo?

Sono almeno tre decadi che in Italia l’intolleranza, l’insulto, la prevaricazione e il tifo beota permeano la politica, lo sport, l’informazione, l’intrattenimento e il colpo di genio sarebbe quello di inasprire le pene o creare reati dal nulla?

Abbiamo parlamentari che presentano disegni di legge per dimezzare le pene per il concorso esterno nei reati di mafia.

Siamo la nazione che ha depenalizzato il falso in bilancio e mandiamo al parlamento europeo gente che promuove l’intolleranza.

Dove ti giri c’è una legge o una norma violata a favore di qualche lurido cittadino “più uguale degli altri”.

E mi volete far credere che creare nuovi reati sia la soluzione?

Sarei un misero genitore se fondassi tutta la strategia educativa sul deterrente rappresentato dalla punizione. Non ho alcun ricordo di mio padre intento a spiegarmi cos’è il “buon senso”, il “rispetto”, la “decenza” e “l’onestà”.  E non ricordo di aver mai subito punizioni in nome di quei principi.

Eppure quei principi sono dentro di me, anche (e soprattutto) le numerose volte che sbaglio.

E allora quando la finiamo di punire i cazzoni e incominciamo a premiare e incentivare i “giusti”? Che poi magari, alla lunga,  i primi ci ripensano e i secondi non si scoraggiano. E magari alla prossima generazione non saremo di nuovo da capo a chiederci come sia possibbile che in giro ci siano così tanti imbecilli.

Non servono nuove leggi punitive. Serve una convinta promozione della cultura civica, della sensibilità, della bellezza, anno dopo anno, generazione dopo generazione.

L’Arte lo sta già facendo da secoli: se non siete in grado di prumuovere i principi almento promuovete l’Arte e lasciate fare.

Buona settimana!

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