Recensione: WIRE/CHANGE BECOMES US – Ivano Rossato

Wire

Change Becomes Us

Pink flag, 2013

I Wire fanno parte di quel ristrettissimo insieme di gruppi che nati dall’esplosiva scena del punk inglese dei ’70 sono riusciti a sopravvivere a se stessi cercando di sviluppare il proprio sound nel tempo con lavori particolarmente interessanti quanto spigolosi come Pink Flag, Chairs Missing, 154 lungo un arco di quattro decadi fino ai recenti Object 47 e Red Barked Tree.

Change Becomes Us è il loro tredicesimo album in studio caratterizzato da brani inediti ma in parte già noti al loro pubblico perché suonati in versione live fin dai primissimi anni ’80 che oggi trovano una veste definitiva e possono godere di un sound moderno e, come sempre, molto curato senza però risultare artefatto ma anzi conservando una vitalità elettrica accattivante.

Le chitarre, arrangiate con semplicità ed efficacia, sono protagoniste nel definire gli scenari dilatati e senza fretta di B/W silence o quelli esplosivi di Adore Your Island e Stealth Of A Stork e le origini punk della band inglese traspaiono in controluce lungo tutto l’album con misura senza impedire le riuscite aperture melodiche di Re-invent Your Second Wheel e Magic Bullet.

“Change Becomes Us” è in lavoro convincente e può essere un buon punto d’inizio nell’esplorazione della ricca discografia dei Wire, un gruppo che ha influenzato fortemente un certo tipo sound, così detto alternativo, sulle due sponde dell’Atlantico.

Brani: 1 Doubles & Trebles – 2 Keep Exhaling – 3 Adore Your Island – 4 Re-invent Your Second Wheel – 5 Stealth Of A Stork – 6 B/W Silence – 7 Time Lock Fog – 8 Magic Bullet – 9 Eels Sang – 10 Love Bends – 11 As We Go – 12 & Much Besides – 13 Attractive Space

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