Editoriale – 29 aprile – Ivano Rossato

Gli sviluppi politici degli ultimi giorni sembrano aver scontentato molti elettori di colori e orientamenti differenti che si sono sentiti traditi o non compiutamente rappresentati da coloro cui, quasi due mesi fa, hanno concesso il voto.

Questa è la Democrazia rappresentativa: tu eleggi qualcuno, e deleghi quel qualcuno in bianco a rappresentarti fino alla successiva tornata elettorale. Semplicissimo. Inutile votare un ideale o un colore se a governare saranno delle persone e per almeno 5 anni saremo corresponsabili (in alcuni casi correi…) di ciò che verrà fatto o non fatto.

C’è una cosa poi che mi riempie d’infinita gioia e mi fa essere ottimista per il futuro: finalmente è risultato palese che votare indossando una casacca da tifoso in eterna aria di derby è un approccio fallimentare oltre che vagamente coglione.
Votare non è come stare sul divano col telecomando in mano e con la possibilità di cambiare canale quando si vuole in attesa di trovare qualcosa davanti a cui spegnere il cervello.

La colpa non è sempre degli altri e sarebbe meglio imparare ad assumersi ognuno la responsabilità per il proprio singolo voto e nello spazio di una legislatura aver voglia di approfondire, documentarsi autonomamente imparando così a selezionare (almeno nelle intenzioni) una classe dirigente decente e capace.

Un po’ di voglia, un minimo di curiosità, memoria storica quanto basta, insomma niente di trascendentale. Siamo noi la Democrazia rappresentativa.

Buona settimana!

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