APPUNTI DI VIAGGIO VOL. 16 – STEFANO DI IELSI

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La Maschera di Clara/L’ALVEARE (Metro Music Network)

di Stefano Di Ielsi

Aprile mese di risveglio (speriamo non solo dal punto di vista stagionale!), e in particolare nel segno di questo terzetto Veronese, La Maschera di Clara, che sforna il secondo lavoro in studio, L’Alveare (2013, Metro Music Network), logica conseguenza di Anamorfosi (2011, Black Window).

Attenzione a non confondere i suoni che ascolterete in questo CD, con uno dei  lavori “Alternative” che il mercato nostrano propone. Dietro La Maschera di Clara si nascondono sonorità raffinate che convergono in un prodotto sapientemente costruito, volto ad omaggiare autori della letteratura Italiana: uno per ogni traccia. Si passa da Alda Merini con “Rasoi di Seta” a Giacomo Leopardi “A sé stesso”, per arrivare agli autori del novecento come Pirandello (“Il fu Mattia Pascal”), Quasimodo (“Forse il cuore”), Montale (“Satura”), Levi (“Se questo è un uomo”), Calvino (“Collezione di sabbia”), D’annunzio (“Notturno”) per concludere con il celebre verso contenuto nell’Inferno Dantesco “Fatti non foste a viver come bruti…”, che ascolterete in parte narrato dalla inconfondibile voce di Vittorio Gassman. Le citazioni non sono solamente letterarie, infatti in “Collezione di sabbia” ascolterete anche il tema principale della colonna sonora di Lawrence D’Arabia.

Il minimalismo musicale che alimenta “L’Alveare” è costituito da suoni spigolosi, spesso ruvidi, a volte eterei,   improntati di un classicismo di fondo che aleggia di sfondo ad ogni armonia.  Le voci che si alternano in ogni brano, sono scarne e dirette, così da   rendere limpido e chiaro il messaggio di ogni testo. Le  linee vocali in particolare colpiscono per l’interpretazione, la teatralità e la cura per la valorizzazione dei testi, mentre le linee di basso scandiscono i tempi e i modi di ogni brano,   determinandone le atmosfere attraverso la grande varietà timbrica.

IL sound dei La Maschera di Clara, è in realtà un denso connubio di minimalismo e ricercatezza, quasi maniacale nella cura dei minimi dettagli e nelle sfumature di ogni singolo suono, merito che va certamente a chi lo ha ideato e   prodotto (Davide Venco sound engineer londinese degli Abbey road Studios). Un lavoro senz’altro da riascoltare molte volte, addentrandosi a piccoli passi nella sua filosofia musicale che complessivamente appare un  bell’omaggio alle arti e alla cultura.

Brani: 1 Rasoi di seta (5:00); 2 A se stesso (4:06); 3 Forse il cuorre (3:59); 4 Il fu Mattia Pascal (5:29); 5 Se questo è un uomo (7:17); 6 Satura (2:56); 7 Notturno (4:34): 8 Collezione di sabbia (4:34); 9 Fatti non foste a viver come bruti (7:31)

 Musicisti:  Lorenzo Masotto (basso/piano/voce); Laura Masotto (voce e violino); Bruce Turri (batteria).

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