Recensione: David Bowie/The next day – Ivano Rossato

David Bowie

The next day

Iso, Columbia – 2013

“The next day” rappresenta il ritorno di David Bowie dopo esattamente dieci anni di totale assenza dalle scene che, in seguito all’operazione al cuore del 2004, sembrava presagire un ritiro definitivo dalla vita pubblica e artistica.

Lo stile delle composizioni proposte spazia dalle atmosfere tipiche del periodo Never let me down (1987) con “The Stars (Are Out Tonight)” e la ballata Where Are We Now?” scelta come primo singolo, a quelle di sperimentazione di Earthling (1997) con il ritmo irregolare e inarrestabile di “If You Can See Me”.

“The next day” e “(You Will) Set the World On Fire”) contribuiscono a confermare il carattere rock di questo lavoro dall’approccio ritmico molto  percussivo che, seppur giocato su abbondanti intrecci di chitarre elettriche e reef accattivanti , sembra essere imperniato sulla pulsazione centrale della batteria sempre in primo piano a scandirne l’incedere energico (“Love Is Lost”, “Dancing Out in Space”, “(You Will) Set the World On Fire”).

Con The next day David Bowie dimostra di non aver bisogno di seguire il mainstream del momento per edulcorare una così lunga assenza e il suo peculiare stile risulta riconoscibile in ogni brano così come nel gusto iconoclasta che questa volta è rivolto verso se stesso: la copertina dell’album è infatti una rivisitazione dissacrante di quella di Heroes (1977), uno dei dischi più amati dai suoi fan.

Brani: The Next Day; Dirty Boys; The Stars (Are Out Tonight); Love Is Lost; Where Are We Now?; Valentine’s Day; If You Can See Me; I’d Rather Be High; Boss of Me; Dancing Out in Space; How Does the Grass Grow?; (You Will) Set the World On Fire; You Feel So Lonely You Could Die; Heat

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