RECENSIONE: Nick Cave & The Bad Seeds / Push The Sky Away – Paolo Donati

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Nick Cave & The Bad Seeds / Push The Sky Away (Bad Seeds Ltd, 2013)
di Paolo Donati
“Ieri, andando a fare due passi in un percorso di fede, mi chiedevo:
Posso smaltire i peccati con il jogging?” (EELST)
Quando mi proposero di collaborare a questa Webzine risposi subito di sì. E un motivo che mi spinse e spinge è  il dover ascoltare in modo “coatto” la musica, anche e soprattutto quella sconosciuta, per sintetizzare sensazioni e informazioni cercando di catturare l’essenza di un album o di un brano. Tutt’altro che facile se non impossibile. Soprattutto quando devi affrontare un gruppo a te semi-sconosciuto, se non per la fama, e del quale invece sarebbe meglio aver ascoltato e masticato tutto lo scibile. Mi accingo allora a inginocchiarmi sui ceci, a cospargermi il capo di cenere e a camminare sui braceri ardenti (nonché a indossare mutande di lana di ferro e così via dicendo). Fatto tutto ciò vi posso presentare con coscienza pulita (a questo servono le punizioni corporee) l’ultima creazione di “Nick Cave & The Bad Seeds”: l’album “Push the sky away”. Vede la luce lo scorso 18 Febbraio 2013, 5 anni dopo “Dig, Lazarus, Dig!!!”.
Registrato nello studio “La Fabrique”, nel sud della Francia (sento già il profumo di provenza tra i solchi del CD … stucchevole),  ne viene ripreso un trailer delle fasi di registrazione (trovata commerciale dubbia) che si può vedere al seguente indirizzo
La band improvvisa brevi discussioni circa melodie e, talvolta recitando grossolanamente, si accorda su accordi. La copertina dell’album ritrae la moglie di Nick Cave, Susie Bick, che timidamente passeggia nuda attraverso un salone. Le finestre  del salone sono chiuse, tranne una: il marito cerca di nascondere la vista del corpo di sua moglie da occhi indiscreti.
L’album è definito dallo stesso NC come un bimbo-fantasma nell’incubatrice ed i loop musicali di Warren Ellis sono il suo fievole e  incerto battito cardiaco. Il punto di forza di “Push the sky away” è proprio questo battito: i cupi loop esaltano la voce di Cave ed allo stesso tempo lasciano spazio per mescolare immagini, evocate dai testi onirici delle canzoni, e strumenti diversi come organi, sirene, campane e archi insieme a cori di voci bianche.
I brani raccontano storie di persone, storie astratte, talvolta intessendo personaggi diversi e antiteci come Hannah Montana e Robert Johnson (tutto può succedere solo se canti l'”Higgs Boson Blues”) sconfinando, come in “We Real Cool”,  in una riflessione sulla tecnologia moderna: << Wikipedia is heaven when you don’t remember anymore >> (già!).
Nel pezzo “Push the sky away”, brano di chiusura, NC ci suggerisce di ascoltare noi stessi e continuare a fare quello in cui crediamo senza dare peso alle parole di persone estranee: <<And some people say it’s just rock and roll / Ah but it gets you right down to your soul>>. Non di certo un trattato di saggezza ma di saggezza rock sì!
“Push the sky away” è sinceramente un album curioso. Musicalmente interessante per l’uso dei loop: sono la base di ogni brano e su di essi si sviluppa, in modo totalmente libero, l’arrangiamento con sirene e piani elettrici, dal timbro molto inquieto, e la melodia della voce; curioso da ascoltare: Cave, dalla sua esperienza di artista a tutto tondo (è scrittore, attore, autore, cantautore, musicista), ha composto dei testi particolari alcuni dei quali sviluppano dei temi interessanti pur talvolta  sfociando nella banalità e/o nella supercazzola brematurata!
Buon ascolto!
Musicisti: Nick Cave (voce, piano, electric piano), Warren Ellis (violino, viola, chitarra, flauto, sintetizzatore, electric piano, loop, seconde voci), Martyn P. Casey (basso, seconde voci), Barry Adamson  (basso, seconde voci), Conway Savage (voce, seconde voci),
Thomas Wydler (batteria, seconde voci), Jim Sclavunos (percussioni, seconde voci)
Brani:We No Who U R, Wide Lovely Eyes, Water’s Edge, Jubilee Street, Mermaids, We Real Cool, Finishing Jubilee Street,  Higgs Boson Blues, Push The Sky Away
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