Oldies But Goldies: LEONARD COHEN/ GREATEST HITS(1975) – EUGENIO MIRTI

Cohen, Leonard - Greatest Hits

Leonard Cohen, Greatest Hits – Columbia, 1975

di Eugenio Mirti

Ho “scoperto” il piacere di ascoltare Leonard Cohen relativamente tardi nel corso della mia vita. Si potrebbe forse parlare di rincoglionimento senile (!) e di un (tardivo) abbandono da rock’n’roll adolescenziale, ma in verità  ho sviluppato questa passione  di recente, contemporaneamente all’iscrizione al corso di batteria che mi ha visto imparare a suonare “It’s  long Way To The Top” degli Ac Dc, perciò la spiegazione non mi convince troppo.

La poetica di Cohen combina testi meravigliosi ad arrangiamenti scarni che pongono in risalto la  voce. Le urla e i ritmi parossistici tipici del rock vengono sostituiti a favore di atmosfere rarefatte ma non meno complesse: è sufficiente ascoltare la leggerezza dell’arrangiamento di organo, sax e coro femminile in Take This Longing per capire la profondità delle trame del cantautore canadese.

L’intensità delle composizioni e delle esecuzioni (come le dinamiche di chitarra e voce  in Chelsea Hotel n.2) stupisce e non fa rimpiangere l’assenza di ritmi esplicitati o distorsioni selvagge: voce e chitarra possono essere altrettanto eversive e aggressive, e questa raccolta dimostra brillantemente come.

BRANI: Suzanne; Sisters of Mercy; So Long, Marianne; Bird on the Wire; Lady Midnight; The Partisan; Hey, That’s No Way to Say Goodbye; Famous Blue Raincoat; Last Year’s Man; Chelsea Hotel#2; Who by Fire; Take This Longing

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